Regione Emilia-Romagna 
ASSESSORATO AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITA' FAUNISTICO-VENATORIE.
Indice generale
____________________________
____________________________
BIANCONE Circaetus gallicus
Dimensioni: 
62-67 cm; apertura alare 185-195 cm.  
Peso medio: 
1400-2300 g. Femmina leggermente più pesante del maschio.   
Specie monotipica 
Distribuzione: 
Regione Paleartica e Orientale. In Europa l’areale distributivo è compreso tra il 30° e il 60° parallelo, perlopiù entro il 50° al di fuori della Russia. Manca in Irlanda, Islanda, Gran Bretagna e alcune isole mediterranee.
Caratteristiche generali 
Piumaggio caratterizzato da una notevole variabilità individuale, forse a base geografica, non associata al sesso e all’età. Le parti superiori hanno tonalità dal bruno pallido al marrone scuro, copritrici chiare che contrastano con le remiganti scure. Parti inferiori chiare con leggera barratura. Nessuna variazione stagionale. Gli immaturi sono riconoscibili per alcune modeste differenze cromatiche. E’ di taglia medio-grande con capo grande e ali lunghe e ampie più larghe al gomito che alla base. Pratica molto spesso lo spirito santo o il volo di stazionamento "surplace". Muta annuale post-riproduttiva completa, da aprile a ottobre. E’ un migratore regolare, con quartieri di svernamento nell’Africa sud-sahariana. Piuttosto vocifero, emette un vasto repertorio di note fischianti e flautate, diverse nei due sessi, soprattutto in prossimità del nido. Nidifica su alberi, di solito sempreverdi, a volte utilizzando vecchi nidi di altri rapaci. L’alimentazione è decisamente specializzata, essendo quasi esclusivamente a base di Ofidi, prevalentemente Colubridi. Occasionalmente cattura altri Vertebrati. Le caratteristiche trofiche fanno sì che gli ambienti preferiti siano quelli caldi e asciutti, in particolare boschi termoxerofili alternati ad aree aperte rocciose, pascoli, arbusteti ecc., dal livello del mare fino a circa 1200 m di altitudine.
Status 
Definito migratore regolare e nidificante dalla check-list dell’Emilia-Romagna (Bagni et al. 2003), è specie rara, con coppie isolate distribuite in pochi siti secondo la Lista Rossa regionale (Gustin et al. 1997). 
In Emilia-Romagna è stimata una popolazione inferiore alle 20 coppie (Chiavetta 1992) o di 5-10 coppie (Gustin et al. 1997) che nidificano ad altitudini tra 200 e 800 m. slm.  
L’areale di nidificazione certa è limitato alle province occidentali. In provincia di Parma sono state individuate due coppie nel 1990 in rimboschimenti di Pinus nigra  a quote di 800-1000 m. s.l.m;  successivamente si sono localizzati fino a 7 territori riproduttivi in comprensori di media montagna (Ravasini 1995). A Piacenza è riferita la presenza di 2-7 coppie in ambienti collinari e di bassa montagna. I rimboschimenti artificiali di Pinus nigra  rappresentano il sito di nidificazione usuale (Ambrogio et al. 2001; Battaglia  2002). Queste coppie si possono considerare una propaggine della popolazione ligure e toscana, considerando che in Emilia-Romagna la presenza di altre certamente nidificanti più a est non è riportata in letteratura. 
La popolazione italiana è stimata in 350-400 coppie concentrate particolarmente nell’Appennino ligure e nelle Alpi Occidentali, Prealpi venete, regioni Tirreniche centrali, Calabria e Basilicata. (Brichetti et al. 1992; Brichetti e Fracasso 2003). 
L’intera fascia collinare dell’Emilia-Romagna tra Reggio e Rimini è interessata dalla presenza di estivanti, per lo più subadulti, di cui non si è accertata finora attività riproduttiva (Premuda e Bagni 2003; Ceccarelli 2003). In provincia di Bologna sono presenti mediamente oltre 10 individui che frequentano vallate aperte caratterizzate da calanchi e pascoli tra il torrente Idice e il fiume Santerno. Si possono osservare voli territoriali e apparenti comportamenti di corteggiamento, senza che siano state riscontrate nidificazioni. Sono stati osservati fino a 7 individui, prevalentemente immaturi, in un dormitorio comune occupato per più anni successivi (Premuda 2004). Più ad est la presenza è regolare tra le valli di Senio-Marzeno-Samoggia ed ancora più ad est nelle basse colline tra Bidente-Savio e Marecchia. 
I flussi migratori attraverso la regione sono definiti scarsi e dell’ordine di 300 individui (Chiavetta, 1992), valore probabilmente sovrastimato. Le vie principali di migrazione infatti interessano l’Italia peninsulare lungo la costa Tirrenica con un passaggio di molte centinaia di individui (Agostini et al. 2004)  mentre il flusso che segue l’Adriatico è trascurabile  (Borioni 1993; Pandolfi e Sonet 2006).
 
Biancone
Biancone 
Foto: Stefano Gellini
 
HTML Programming and Graphic by ST.E.R.N.A. P.IVA 01986420402 
© Copyright 2012 - Tutti i marchi riprodotti sono di proprietà delle rispettive aziende.