Regione Emilia-Romagna 
ASSESSORATO AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITA' FAUNISTICO-VENATORIE.
Indice generale
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GHEPPIO Falco tinnunculus
Dimensioni: 
32-35 cm; apertura alare 71-80 cm. 
Peso medio: 
110-280 g. Femmina leggermente più pesante del maschio. 
Specie politipica: 
6 sottospecie descritte per il Paleartico occidentale. 
Distribuzione: 
Regione Paleartica e Paleotropicale. In Europa è diffuso ovunque ad eccezione dell’Islanda.
Caratteristiche generali 
Il maschio ha parti superiori tipicamente rosso mattone con macchiettatura nera. Parti inferiori crema con leggera macchiettatura. Capo, collo e coda grigi. La femmina ha parti superiori simili al maschio ma con macchiettatura più abbondante. Parti inferiori più striate e capo, collo e coda rossastre. Nessuna variazione stagionale. Giovani simili alla femmina. Muta post-riproduttiva completa tra maggio e l’autunno. Un rapace di piccole dimensioni, agile e leggero. Presenta in volo la tipica silhouette dei falconi, con ali lunghe e appuntite e coda lunga. Vola con battiti poco profondi alternati a scivolate. Spesso fa lo "spirito santo". Migratrici regolari, le popolazioni dell’Europa settentrionale e dell’area sarmatica svernano nel bacino del Mediterraneo e in Africa. Essenzialmente sedentario altrove. Vocifero soprattutto in periodo riproduttivo, il richiamo più comune è un "ki-ki-ki" squillante e ripetuto. Nidifica in cavità e anfratti su rocce o edifici, torri ecc., anche nel cavo di alberi e cassette nido e in vecchi nidi di altre specie su alberi. E’ facilmente osservabile, anche perchè abbastanza confidente, mentre vola "surplace" controvento, in "spirito santo", o posato su cavi elettrici, rami secchi o altri posatoi da cui scruta il terreno. Cattura principalmente piccoli mammiferi, rettili e grossi insetti. Estremamente adattabile, è diffuso praticamente in ogni tipo di ambiente aperto: coltivi, pascoli, brughiere, garighe ecc., dal livello del mare fino ad oltre 3000 m. Evita invece le grandi estensioni forestali. Si adatta facilmente anche ad ambienti urbani e sub-urbani.
Status 
In parte sedentario, migratore regolare, svernante. 
L’areale riproduttivo regionale appare notevolmente ampliato verso le zone pianeggianti che apparivano evitate nella Carta del 1999. E’ evidente infatti l’occupazione di tanti nuovi territori di pianura, anche ad agricoltura intensiva: tutta la provincia di Ravenna, le zone litorali del Ferrarese, tutta la bassa bolognese. Rimangono scoperte alcune zone di pianura del Ferrarese, probabilmente solo per mancanza di informazioni recenti. Peraltro l’incremento deve ritenersi reale e non determinato da una maggiore intensità della ricerca ornitologica, trattandosi di una specie di facile rilevamento e che nidifica in siti ben evidenti (pareti rocciose, cavità in abitazioni abbandonate, nidi vecchi di Corvidi) e che pertanto non poteva sfuggire alle osservazioni nei decenni scorsi. Si tratta di un trend positivo che inverte la situazione di drastico calo nella Pianura Padana iniziato a metà del secolo scorso (Brichetti e Fracasso 2003).   
E’ confermata la copertura continua dell’Appennino, che appare completata anche nella provincia di Piacenza. 
Le tavole occupate, che erano 98, sono attualmente 165 (94,3% del totale) mentre le indicazioni di nidificazione certa o probabile riguardano 158 tavole (90,3%). 
Oltre all’espansione distributiva è probabile anche un aumento numerico della popolazione nidificante in Regione, la cui ultima stima disponibile è di 500-1000 coppie (Chiavetta 1992); stime locali indicano nel Parmense 100-110 coppie (Ravasini 1995) e nel Bolognese 180-250 coppie (Tinarelli et al. 2002); la stima del Modenese di 30-40 coppie (Giannella e Rabacchi 1992) appare oggi certamente inadeguata.  
La popolazione italiana è stimata in 8.000-12.000 coppie (Brichetti e Fracasso 2003). 
Il transito migratorio nella Regione viene stimato in svariate migliaia di individui, il contingente svernante in alcune centinaia (Chiavetta 1992); la valutazione degli svernanti va certamente aggiornata in aumento.  
In Europa è specie considerata in declino, classificata SPEC3 ovvero specie con status di conservazione sfavorevole e popolazione non concentrata nel continente, mentre in ambito italiano risulta in ripresa (BirdLife International 2004).  
Localmente le minacce per la specie sono rappresentate dalla caccia illegale, da elettrocuzione e impatti con cavi aerei, dalla riduzione di aree aperte collinari e montane, dalla ristrutturazione delle abitazioni abbandonate. A beneficio della specie potrebbero essere utilizzati speciali nidi artificiali a cassetta da installare in ambienti agrari, pratica attuata con successo in molti paesi europei ed anche in Toscana, Lazio e nel Modenese (Rabacchi 1999).
 
Gheppio
Gheppio 
Foto: Davide Pansecchi
 
 
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