Regione Emilia-Romagna 
ASSESSORATO AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITA' FAUNISTICO-VENATORIE.
Indice generale
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FALCO PELLEGRINO Falco peregrinus
Dimensioni: 
36-48 cm; apertura alare 95-110 cm.  
Peso medio: 
400-1300 g.; femmina significativamente più pesante del maschio. 
Specie politipica: 
4 sottospecie descritte per il Paleartico occidentale. 
Distribuzione: 
Specie cosmopolita. In Europa dal Mediterraneo al 60° parallelo e oltre. Assente in Islanda.
Caratteristiche generali 
Grande variabilità geografica nelle dimensioni, nel colore e nei disegni del piumaggio (da 14 a 19 sottospecie riconosciute). Nella forma tipica le parti superiori sono blu-ardesia scuro, più pallido sulla coda. Cappuccio grigio-ardesia che si continua in due grandi "mustacchi". Gola e guance bianche. Parti inferiori bianco-rosate con punteggiatura e barratura scure. Nessuna variazione stagionale. Abito giovanile distinguibile soprattutto per le parti inferiori "gocciolate" anziché barrate. Muta completa da aprile a dicembre, con notevole variabilità individuale. E’ il falcone per eccellenza, da sempre preferito in falconeria per le sue straordinarie doti di volo che lo rendono inconfondibile. Silhouette in volo elegante, con ali lunghe, appuntite e di forma triangolare a formare una sorta di arco di balestra. Coda di media lunghezza. Il volo è potente e agile, con battiti rigidi e poco profondi alternati a veloci scivolate. In caccia effettua spettacolari picchiate ad ali chiuse o semichiuse raggiungendo velocità elevatissime. Le popolazioni nordiche sono migratrici, con quartieri di svernamento nell’area mediterranea, atlantica ed africana, quelle meridionali pressochè sedentarie. Vocifero tutto l’anno nei pressi del nido, emette varie note acute come "kek-kek", "klii" ecc. Nidifica su pareti rocciose in cenge e piccole cavità naturali, più raramente su alberi e a terra. Frequentemente anche su edifici (torri, campanili, grattacieli ecc.) in aree urbane. Tipicamente ornitofago, cattura in volo uccelli di piccole e medie dimensioni. Occasionalmente altri vertebrati e insetti. Tendenzialmente ubiquitario, si adatta a molte situazioni ambientali, purchè con risorse trofiche sufficienti, adatti siti di nidificazione, ed aree aperte ove cacciare, dal livello del mare fino a oltre 3000 m.
Status 
Sedentario nidificante, migratore regolare e svernante secondo la check-list dell’Emilia-Romagna (Bagni et al. 2003), è classificato dalla Lista Rossa regionale specie rara le cui coppie isolate sono distribuite in pochi siti (Gustin et al. 1997). 
La popolazione ha toccato i minimi storici in Emilia-Romagna intorno agli anni ’60 del secolo scorso come del resto in tutto l’emisfero settentrionale, in conseguenza dell’uso in agricoltura di insetticidi organoclorati (DDT) che riducevano fortemente il successo riproduttivo. Nell’impossibilità di agire su vasta scala, in questo periodo nella Regione una collaborazione tra enti locali ed associazioni ambientaliste portò all’istituzione di oasi di protezione nei siti ancora frequentati o storicamente frequentati dal Pellegrino. 
Nell’ultima parte del XX secolo si è assistito a una fase di recupero ed espansione, tuttora in corso, che oltre alla ricolonizzazione di ambienti rupicoli tradizionali da cui il Pellegrino era scomparso interessa anche ambienti antropizzati come centri storici e periferie industriali. 
La carta attuale mostra 51 tavole occupate (29,1% del totale), il doppio delle 24 della Carta 1999; è da ritenere al riguardo che la mancanza di dati recenti renda probabilmente sottostimata la distribuzione a Parma e Piacenza; le indicazioni di nidificazione certa o probabile sono 41 (23,4%). 
La popolazione regionale è stata stimata in 10 coppie dalla Lista Rossa del 1997 e in 13 nella precedente Carta delle Vocazioni del 1999. Sempre secondo dati di letteratura revisionati più recentemente (Brichetti e Fracasso 2003) nell’Appennino tosco-emiliano sarebbero presenti  25-30 coppie, stima anche questa largamente in difetto, corretta successivamente a 45-60 coppie nel 2004 (Bonora et al., 2007), dato anche questo non più attuale perché ulteriormente superato dall’espansione della popolazione. Pur in mancanza di ricerche sistematiche coordinate, con l’eccezione di poche province, si può considerare verosimile la presenza di 50-70 coppie nidificanti. 
La popolazione italiana è stimata intorno alle 800-1000 coppie, per un terzo localizzate nelle isole maggiori. 
Fatto nuovo e molto significativo è la riproduzione in ambienti urbani (Roscelli 2009). A Bologna una coppia nidifica regolarmente nel quartiere fieristico, dove è stata installata anche una webcam, e una seconda coppia è insediata nel centro storico cittadino. A Ferrara una coppia è probabilmente nidificante in zona industriale della periferia. A Piacenza una coppia si è insediata in una centrale elettrica, favorita da un nido artificiale appositamente collocato, e successivamente ha nidificato in un nido di Corvidi su un traliccio dell’alta tensione e quindi nuovamente in un nido artificiale. La presenza di una coppia a Parma, Modena e Reggio non ha ancora portato ad eventi riproduttivi, mentre nell’area industriale di Ravenna una coppia è probabilmente nidificante. Una femmina adulta frequenta, fino ad ora senza evidenza di riproduzione, il centro storico di Forlì.  
Nei mesi invernali giungono nella Regione i pellegrini delle popolazioni del nord Europa; in questo periodo è frequente osservarli in ambienti di pianura ancora poco frequentati in periodo riproduttivo, su posatoi elevati come i tralicci degli elettrodotti e specialmente in prossimità di zone umide e canneti dove si raccolgono grandi concentrazioni di Uccelli.  
La specie presenta oggi uno stato di conservazione soddisfacente. Fattori di minaccia locali sono rappresentati dal disturbo in prossimità dei nidi (escursionismo, arrampicata sportiva, fotografia e birdwatching), abbattimenti illegali che avvengono ancora, prelievi illegali di pulli al nido da parte di falconieri (fenomeno attenuato rispetto al passato grazie alla disponibilità di individui nati in cattività allevati appositamente), trasmissione di malattie infettive o parassitarie da parte dei Colombi domestici particolarmente predati dalle coppie che nidificano in prossimità di ambienti urbani. Si deve ricordare infine che se gli insetticidi organoclorati per uso agricolo non sono più utilizzati in Europa (ma lo sono ancora nei paesi emergenti), altri composti come i PCB (bifenili policlorurati), che pur non essendo insetticidi hanno alcuni effetti simili a quelli del DDT sugli Uccelli, sono usati come plastificanti in vari tipi di produzioni industriali (vernici, isolanti, lubrificanti) e sono dispersi largamente nell’ambiente.
 
Pellegrino
Falco pellegrino 
Foto: Davide Pansecchi
 
 
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