Regione Emilia-Romagna 
ASSESSORATO AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITA' FAUNISTICO-VENATORIE.
Indice generale
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MARTIN PESCATORE Alcedo atthis
Dimensioni: 
16-17 cm; apertura alare: 24-26 cm.  
Peso medio: 
 23-45 gr. 
Specie politipica: 
2 sottospecie nel Paleartico occidentale. 
Distribuzione: 
Paleartico-orientale. Presente in tutta Europa, principalmente nelle regioni orientali e centrali, raro nella Scandinavia.
Caratteristiche generali 
Specie inconfondibile per la struttura, i colori del piumaggio e le abitudini di vita. Di piccole dimensioni, con corpo piccolo e raccolto, becco lungo ed affilato (tipo airone), volo rapidissimo a poca altezza dall’acqua dove trova il suo alimento costituito da piccoli pesci; la cattura avviene con tuffi perpendicolari a partire da appostamenti sulla vegetazione delle rive. La colorazione presenta una mescolanza di brillanti colori: azzurro, turchino e verde smeraldo nelle parti superiori in contrasto con il rosso-castano di quelle inferiori; nei suoi voli a pelo d’acqua dà l’impressione di una freccia azzurra; i sessi sono simili. 
Frequenta zone umide di acqua dolce (fiumi, canali, laghi, paludi) con presenza di scarpate sabbiose nelle quali scavare le gallerie dove nidificare.  
E’ specie in parte sedentaria e migratrice regolare.
Status 
In Regione la specie è in parte sedentaria, migratrice regolare, svernante. 
La distribuzione è ampia e riguarda 124 tavole (70,9% del totale), in 103 delle quali (58,9%) sono riportate indicazioni di nidificazione certa o probabile; l’assenza in vaste zone del Piacentino e del Ferrarese potrebbe non essere reale, ma dovuta in parte probabilmente alla mancanza di informazioni aggiornate. L’alto numero di tavole con eventualità (21) derivano da una certa difficoltà di rilevare prove certe di nidificazione.  
E’ strettamente legata agli ambienti acquatici sia per motivi alimentari che per il reperimento di scarpate sabbiose adatte allo scavo delle gallerie in cui depone; frequenta quindi fiumi, canali, paludi, cave, vasche di decantazione. E’ maggiormente distribuita nelle zone di pianura e pedecollinari: sotto i 100 m di altitudine ricade l’80% delle segnalazioni in provincia di Bologna (Tinarelli et al. 2002), oltre il 90% nelle province di Forlì-Cesena e Ravenna (Sterna inedito); risulta comunque presente anche nella media collina, con valori massimi registrati a 400 m s.l.m. nel Forlivese (Ceccarelli e Gellini 2011), 850 m nel Bolognese (Tinarelli et al. 2002). 
La popolazione italiana è stimata in 6.000-16.000 coppie distribuite in tutta la Penisola, in modo frammentario nel meridione e nelle isole, con trend di stabilità; le stime locali indicano 85-90 coppie nel Parmense (Ravasini 1995) e 200-280 coppie nel Bolognese (Tinarelli et al. 2002). 
A livello europeo il Martin pescatore è inserito nell’elenco SPEC3 (BirdLife International 2004), cioè specie in declino ma non concentrata nel continente; anche in Regione, dove lo status risulta indeterminato (Gustin et al. 1997), è ipotizzabile una fase di regresso. Nella provincia di Ravenna ad esempio, la situazione attuale confrontata con quella del 1995-97 sembra indicare una forte diminuzione (Ceccarelli e Gellini 2011). 
I fattori di minaccia sono rappresentati principalmente dalle alterazioni degli argini naturali, in particolare dalla cementificazione delle sponde dei canali, e dalla possibilità d’inquinamento delle acque. Come azioni di salvaguardia sono auspicabili interventi di tutela degli argini dove sono ubicate le gallerie-nido o di ripristino di pareti artificiali in zone di cava adiacenti i corsi d’acqua, azioni che interessano anche specie ecologicamente affini (Gruccione, Topino). I ripristini ambientali con creazione di zone umide nelle zone agricole di pianura possono risultare fondamentali per il recupero di popolazioni estinte localmente.
 
Martin pescatore
Martin pescatore 
Foto: Davide Pansecchi
 
 
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