Regione Emilia-Romagna 
ASSESSORATO AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITA' FAUNISTICO-VENATORIE.
Indice generale
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GHIANDAIA MARINA Coracias garrulus
Dimensioni: 
29-32 cm; apertura alare: 66-73 cm.  
Peso medio: 
110-189 gr. 
Specie politipica: 
2 sottospecie nel Paleartico occidentale. 
Distribuzione: 
Euroturanica-mediterranea. Presente in Europa nell’area mediterranea e, principalmente, nel settore orientale del continente (Turchia, Russia, Ucraina).
Caratteristiche generali 
Leggermente più piccola della Ghiandaia alla quale somiglia come struttura. I sessi, simili, sono caratterizzati da una colorazione vivace che ne fanno una delle specie più vistose dell’avifauna italiana: il capo e le parti inferiori sono azzurro turchese, quelle superiori bruno rossicce; nel volo, ad ali aperte, il contrasto tra le vistose parti azzurre e le remiganti nerastre la rendono inconfondibile; il giovane assomiglia all’adulto, ma con tonalità tutte sbiadite. Il becco, robusto e uncinato, è funzionale alla cattura degli Insetti (Ortotteri e Coleotteri) che formano parte essenziale della dieta e che vengono presi al suolo partendo da appostamenti su pali, cavi aerei o alberi.   
Frequenta ambienti pianeggianti e collinari aperti, in zone calde e secche, con boschi radi, mosaici agrari, aree con bassa vegetazione erbacea o incolti; è importante la disponibilità di cavità adatte per il nido sia naturali (in pareti di roccia o in alberi) che artificiali (fori e nicchie in ruderi o costruzioni rurali). 
Migratrice, sverna nell’Africa centrale e meridionale.
Status 
Specie migratrice regolare e nidificante irregolare secondo la Check-list dell’Emilia-Romagna (Bagni et al. 2003); estinta dal 1956 secondo la Lista Rossa regionale (Gustin et al. 1997). 
Negli ultimi anni nell’areale europeo di nidificazione si è assistito a un marcato declino della specie, anche in regioni geografiche che ospitavano le popolazioni di maggiore consistenza come la Turchia e la Russia. La popolazione europea si sarebbe ridotta complessivamente del 30%, in sole tre generazioni (15 anni). E’stata classificata da Birdlife International specie vulnerabile.  
In Italia sono stimate 300-500 coppie, distribuite più frequentemente nelle regioni centro-meridionali e nelle isole maggiori, localizzate nella Pianura Padana. 
In Emilia-Romagna ha nidificato sporadicamente fino agli anni '60 del secolo scorso nella pianura e lungo il litorale ravennate (Gellini e Ceccarelli 2000) ma è scomparsa successivamente. 
Nel 2003 è stata scoperta una prima coppia nidificante nella pianura ravennate vicino al litorale, dopo anni di assenza (Plazzi 2006); nel 2005, oltre alla precedente ancora nidificante, sono state segnalate altre 2 coppie nel Ravennate, una coppia nel Comacchiese, due in provincia di Bologna, una coppia nel Parmense (Bonora 2006); per il Parmense era già nota la presenza di una coppia nel 1990 (Ravasini 1995). Un aggiornamento della situazione nel 2009 indicava 3 coppie nella pianura ravennate, almeno 6 coppie in provincia di Ferrara, 4 coppie in provincia di Bologna, una nel Parmense, tutte ubicate in zone di pianura, mentre un’altra coppia per la prima volta risultava insediata in ambiente di bassa collina (Brisighella-RA); in totale in regione erano stimate circa 20 coppie (Bonora 2009). Altri territori sono stati occupati successivamente nella bassa collina cesenate dove hanno nidificato 3 coppie nel 2011, tutte in cavità di alberi (Ceccarelli e Gellini 2011). Nel 2011 sono state stimate 25-30 coppie; per alcune province sono disponibili dati dettagliati: FC 3 cp; RA 3-4 cp, FE 11-12 cp, BO 2 cp, MO 1-3 cp; a queste vanno aggiunte le presenze nel Parmense.  
Si evidenzia quindi localmente un’importante controtendenza rispetto al trend generale della popolazione; dopo la prima riproduzione del 2003, la distribuzione regionale occupa ora 16 tavole.  
Nella nostra regione diverse nidificazioni avvengono in cabine monopalo di trasformazione da media a bassa tensione, che recano un foro ellittico per il passaggio di cavi elettrici, sufficientemente grande da permettere l’accesso della Ghiandaia marina alla cavità interna. 
Fattori di minaccia per la specie sono rappresentati dalla ridotta disponibilità di macroinvertebrati in zone ad agricoltura intensiva e dalla mancata reperibilità di cavità naturali in alberi o artificiali in muri a secco, ruderi, pali di linee elettriche. In particolare la ristrutturazione di edifici rurali semi abbandonati con conseguente chiusura di cavità utili e l’obliterazione dei fori di ingresso dei cavi elettrici nelle cabine monopalo può ridurre le opportunità di nidificazione. Per i motivi accennati in questa prima fase di reinsediamento della specie è quanto mai opportuna la collocazione di nidi artificiali idonei.
 
Ghiandaia marina
Ghiandaia marina 
Foto: Stefano Gellini
 
 
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