Regione Emilia-Romagna 
ASSESSORATO AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITA' FAUNISTICO-VENATORIE.
Indice generale
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TOTTAVILLA Lullula arborea
Dimensioni: 
15 cm; apertura alare: 27-30 cm.  
Peso medio: 
23-35 gr.  
Specie politipica: 
2 sottospecie presenti entrambe nel Paleartico occidentale. 
Distribuzione: 
E’ distribuita in tutta Europa prevalentemente nelle regioni mediterranee (Penisola Iberica, Francia, Italia) e in quelle orientali (Russia, Turchia).
Caratteristiche generali 
E’ una “allodola” a distribuzione più collinare e montana, nella livrea molto simile alla vera Allodola dalla quale si differenzia per la coda corta, l’assenza del ciuffo di penne sul capo e per i sopraccigli chiari che si congiungono sulla nuca; i sessi sono simili. Rilevabile facilmente per un caratteristico canto flautato emesso in volo. 
Le abitudine di vita sono essenzialmente terrestri; sul terreno infatti si alimenta e si riproduce; la dieta comprende sia componenti vegetali (semi e germogli) che animali (Insetti, piccoli invertebrati). 
E’ specie tipica di zone collinari e montane con aree aperte erbacee, coltivi, incolti, pascoli. 
E’ in parte sedentaria e in parte migratrice; le popolazioni meridionali sono sedentarie, quelle nordiche svernano nel Bacino del Mediterraneo.
Status 
La distribuzione regionale è prettamente appenninica ed interessa 84 tavole (48% del totale), tutte con indicazione di riproduzione certa o probabile. L’intervallo altitudinale va dalle zone pedecollinari, con valori minimi di 125 m s.l.m., al crinale con massimo di 1600 m nel Bolognese (Tinarelli et al. 2002), con le massime abbondanze (almeno nelle province romagnole) sopra gli 800 m (Ceccarelli e Gellini 2011).  
In Italia sono stimate 50.000-100.000 coppie con trend di stabilità (BirdLife International 2004), distribuite in tutta la Penisola (ad esclusione delle zone di pianura), rare nelle Alpi. Le stime locali di popolazione indicano 600-650 coppie in provincia di Parma (Ravasini 1995), 400-1000 coppie in quella di Bologna (Tinarelli et al. 2002). Il trend sembra al momento di stabilità, come confermato dalle recenti ricerche nelle province romagnole che indicano, per l’ultimo decennio, una situazione stabile nel Forlivese, addirittura un aumento nel Ravennate (Ceccarelli e Gellini 2011).  
Questa contesto appare in controtendenza rispetto a quanto rilevato a livello europeo dove  lo status sfavorevole della popolazione, concentrata nel continente, ha determinato per la specie la classificazione di SPEC2 (BirdLife International 2004). 
In effetti, nell’ambito regionale, la Tottavilla non ha subito il tracollo che ha colpito gran parte delle specie ecologicamente simili, in particolare l’Allodola; la riduzione delle aree aperte collinari conseguente all’abbandono di attività pastorali ed agricole, non pare ancora influire in maniera così negativa sulle popolazioni della Tottavilla; il suo adattamento a spazi aperti anche molto ridotti e la tolleranza per elementi alberati e arbusti sparsi può sopperire al momento alla progressiva perdita di habitat determinata dalla fase di rimboschimento spontaneo; certamente la situazione è destinata ad aggravarsi a lungo termine ed in questa prospettiva sono importanti gli interventi gestionali tesi a conservare e mantenere le zone aperte collinari per favorire tutte le specie rare e minacciate ospitate da questi ambienti (Tellini 1998).
 
Tottavilla
Tottavilla 
Foto: Pierandrea Brichetti
 
 
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