Regione Emilia-Romagna 
ASSESSORATO AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITA' FAUNISTICO-VENATORIE.
Indice generale
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FORAPAGLIE CASTAGNOLO Acrocephalus melanopogon
Dimensioni: 
12-13 cm; apertura alare: 15-16 cm. 
Peso medio: 
9-17 gr.  
Specie politipica: 
3 sottospecie nel Paleartico occidentale. 
Distribuzione: 
Euroturanica-mediterranea. In Europa è distribuita prevalentemente in Russia (dove si trovano i 2/3 della popolazione continentale) e Romania; raro nel bacino mediterranea, ad eccezione della Spagna.
Caratteristiche generali 
Piccolo passeriforme legato alle zone umide d’acqua dolce preferibilmente costiere.  
Superiormente presenta una livrea striata, color ruggine, con un evidente sopracciglio chiaro in contrasto col vertice scuro; le parti inferiori sono biancastre, senza strie; i sessi sono simili. Come tutti i silvidi di palude, è difficile da osservare direttamente; più facile rilevarne la presenza per il canto caratteristico che si differenzia da quello di tutti i suoi congeneri, dolce con note flautate che ricordano vagamente il canto dell’Usignolo. 
Si nutre prevalentemente di Artropodi, in particolare di Insetti; nidifica nella vegetazione palustre. 
E’ specie migratrice nelle regioni orientali e sverna nel bacino del Mediterraneo, sedentaria nelle regioni meridionali.
Status 
In Italia è specie parzialmente sedentaria, rara e localizzata, distribuita in sole 4 regioni: Toscana (prevalentemente nel Lago di Massaciuccoli), Emilia-Romagna, Umbria e Puglia; l’habitat è rappresentato da zone d’acqua dolce con alternanza di vegetazione elofitica (fragmiteti, tifeti, falascheti) e acque libere. La popolazione nazionale è in decremento ed è stimata in 650-830 coppie nel 2003 (Brichetti e Fracasso 2010).  
Per gli anni 1996-2000 esiste una valutazione dettagliata della popolazione regionale (Quaglierini 2001); in totale erano stimate 57-89 coppie (circa 8% della popolazione italiana), distribuite nelle province di Ravenna, Ferrara e Bologna. Nel Ravennate il sito riproduttivo più importante era Valle Mandriole con 30-40 cp nel 1999-2000, in diminuzione rispetto alle 60-80 cp stimate nel 1997 (Gellini e Ceccarelli 2000); altri siti minori a Punte Alberete, Bardello, Volta Scirocco. Nel Ferrarese erano citati Campotto-Valle Santa, Valle Umana, Valle di Gorino, mentre nel Bolognese erano citati Vallazza di Molinella e Cassa del Quadrone. Tranne Valle Mandriole, in tutti i siti la popolazione era stimata da 2 a max 8 coppie. Nello stesso periodo per il Bolognese la stima complessiva era di 20 coppie (Tinarelli et al. 2002). 
Nella carta sono rappresentate 8 tavole; 6 corrispondono all’ubicazione dei siti riportati sopra, 2 ad altre zone del Bolognese con osservazioni di maschi in canto (Tinarelli et al. 2002). L’areale regionale si presenta pertanto circoscritto e limitato ad alcune zone della pianura orientale. 
Va detto che per Bologna e Ferrara non sono disponibili informazioni più recenti, mentre per Ravenna è stata riscontrata negli ultimi anni una forte diminuzione della popolazione che appare ridotta a 10-15 coppie (Ceccarelli e Gellini 2011) dalle 60-80 degli anni ’90. In particolare si è verificato il drastico abbandono di Valle Mandriole a causa della scomparsa dei folti canneti misti, provocata dalla crescente salinità dell’acqua della valle, deleteria per le piante palustri d’acqua dolce; questa situazione ha probabilmente determinato la parziale colonizzazione di altre zone vicine (Risarina, Volta Scirocco). Altri piccoli insediamenti di 1-2 coppie, nelle vasche dello zuccherificio di Mezzano (Costa 1995) e in un canale interno della pianura lughese (Gellini e Ceccarelli 2000), non sono stati confermati. 
L’aumento del contenuto salino delle acque è uno dei fattori di minaccia più gravi, almeno per i siti in vicinanza del mare; altri rischi possono derivare dalla riduzione dei canneti per falciatura o incendio e da sfavorevole gestione dei livelli dell’acqua, operazioni queste negative anche per altre specie acquatiche e che vanno evitate nel periodo riproduttivo.      
La specie rientra fra le specie vulnerabili nella Lista Rossa italiana (LIPU e WWF 1999) ed è definita a status indeterminato nella Lista Rossa regionale (Gustin et al. 1997).     
 
Forapaglie castagnolo
Forapaglie castagnolo 
Foto: Francesco Franceschi
 
 
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