Regione Emilia-Romagna 
ASSESSORATO AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITA' FAUNISTICO-VENATORIE.
Indice generale
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GAZZA Pica pica
Dimensioni: 
44-46 cm (di cui la coda costituisce oltre la metà); apertura alare 52-60 cm. 
Peso medio: 
160-220 g. 
Specie politipica: 
5 sottospecie descritte per il Paleartico occidentale. 
Distribuzione: 
Regione Olartica. In Europa manca localmente sui rilievi montuosi. Assente in Islanda. In Italia manca dall’arco alpino e dalla Sardegna.
Caratteristiche generali 
Inconfondibile per la lunga coda e per il contrasto tra il capo e il collo neri con riflessi metallici e le parti ventrali bianche. Nessuna variazione stagionale. Abito giovanile distinguibile. Muta post-riproduttiva completa da maggio a ottobre. Il volo su lunghi tratti appare piuttosto faticoso a causa delle ali corte e della lunga coda che invece le consentono agili movimenti e rapidi cambi di direzione in ambiente chiuso. Essenzialmente sedentaria in tutto l’areale. Inconfondibile il richiamo, un rapido gracchiante "ciak-ciak-ciak". Il nido, piuttosto voluminoso e di forma globosa, viene posto su alberi, preferenzialmente lungo siepi, filari o al margine di boscaglie. Tipicamente opportunista, la gazza è in grado di utilizzare pressochè ogni fonte alimentare disponibile: insetti, sostanze vegetali, piccoli vertebrati, uova e nidiacei, rifiuti ecc. Frequenta aree di pianura e collinari con alternanza di boschi e zone aperte anche intensamente coltivate, purchè con presenza anche modesta di alberi, filari, siepi ecc.
Status 
Sedentaria, migratrice irregolare.  
La disponibilità dei dati degli ultimi atlanti ha determinato un aumento apparente della distribuzione, già ampia nella Carta del 1999 con 133 tavole, che arriva a coprire ora quasi tutto il territorio regionale (164 tavole pari al 93,7% del totale, delle quali 161 con nidificazione certa o probabile). Sono rimaste scoperte 3 tavole marginali lungo il Po, per probabile carenza di informazione, e 8 tavole lungo il crinale che possono essere veramente disertate perché il limite altitudinale alla diffusione della Gazza è in genere intorno agli 800 m s.l.m. 
La popolazione regionale è in una fase di espansione numerica molto forte; nelle province romagnole ad esempio, per le quali era già indicata una ripresa negli anni ’90 dopo la persecuzione subita nei decenni precedenti a causa della lotta ai nocivi (Gellini e Ceccarelli 2000), è attualmente in atto un’esplosione demografica; gli indici di densità relativa degli ultimi anni (2004-2007) sono più che raddoppiati rispetto a quelli del 1995-97: per Ravenna un aumento del 159%, per Forlì-Cesena del 122% (Ceccarelli e Gellini 2011). I valori più alti nel Ravennate, prevalentemente pianeggiante, sembrano indicare un aumento più sostenuto nelle zone di pianura rispetto alla collina prevalente nel Forlivese. 
Una fase di espansione viene genericamente indicata anche negli atlanti di Bologna, Modena e Piacenza. 
A favorire il fenomeno è naturalmente l’opportunismo della Gazza, in grado di utilizzare le maggiori disponibilità alimentari conseguenti ad attività umane come gli allevamenti e le discariche; a ciò va aggiunta la ridotta persecuzione umana diretta.  
E’ più comune in pianura e nelle zone pedecollinari; le ricerche nelle province romagnole mostrano come la densità si riduca lungo il gradiente altitudinale: l’indice di abbondanza scende gradualmente da 0,89 coppie/km in pianura fino a 0,18 coppie/km nella fascia 500-800 m (Ceccarelli e Gellini 2011). Le presenze diventano sporadiche a quote più elevate, con massimi di 800 m nel Bolognese (Tinarelli et al. 2002), 1131 m nel Parmense (Ravasini 1995), 960 m nel Forlivese (Ceccarelli e Gellini 2011). La specie è insediata anche all’interno delle città: ad esempio a Parma (Ravasini 1995) e a Forlì (Ceccarelli et al. 2006). 
In Italia sono stimate 200.000-500.000 coppie con trend positivo (BirdLife International 2004). 
La popolazione nel Bolognese è stimata in 1500-2500 coppie (Tinarelli et al. 2002), nel Parmense in 5500-6000 coppie (Ravasini 1995); i dati sembrano mostrare maggiori densità verso l’area occidentale della Regione. 
L’assenza di particolari minacce per la specie è uno dei fattori che ne favorisce l’espansione. Va ricordato che questa, come le altre specie dell’ordine, è un’attiva predatrice di uova e pulli nei nidi degli altri uccelli; questa propensione, accompagnata dall’aumento dei contingenti, può creare una richiesta di controllo della popolazione, soprattutto dall’ambiente venatorio che vede in maniera generalizzata nell’attività predatrice dei Corvidi una causa importante di riduzione della selvaggina.
 
Gazza
Gazza 
Foto: Flavio Bianchedi
 
 
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