Regione Emilia-Romagna 
ASSESSORATO AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITA' FAUNISTICO-VENATORIE.
Indice generale
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MARMOTTA Marmota marmota
Dimensioni: 
Lunghezza testa-corpo: 50-60 cm; lunghezza coda 13-16 cm. 
Peso medio: 
4-8 kg. 
Distribuzione: 
Arco alpino. Piccole popolazioni, introdotte, si trovano i Tatra nei Pirenei e nell’Appennino settentrionale.
Caratteristiche generali 
Caratteristico sciuride terrestre a corporatura massiccia con capo largo e orecchie cortissime, zampe corte e coda di media lunghezza. Vive in colonie che si localizzano generalmente oltre il limite della vegetazione arborea. Si nutre esclusivamente di erbe e altri vegetali. Scava sistemi di tane profondi e complessi che utilizza per la riproduzione, il letargo e per sfuggire ai predatori. Di abitudini diurne, durante i mesi estivi si può osservare facilmente in attività nei pressi delle tane. Quando allarmata emette un breve caratteristico fischio.
Status 
La specie è distribuita come specie autoctona quasi esclusivamente sull’arco alpino, mentre è stata introdotta negli anni ‘50 nei Pirenei (Couturier, 1964 in Lenti Boero, 1988) e nell’Appennino settentrionale (Bertusi e Tosetti, 1986). In regione lo status e la distribuzione della marmotta sono stati oggetto di studio in particolare nell’area Modenese (Ferri et al., 1988-1997). Nel decennio 1946-56 il corpo Forestale dello Stato ha rilasciato oltre 40 esemplari in varie località della dorsale appenninica compresa tra il M. Cimone, il Libro Aperto, l’Abetone e Maresca (PT). Ulteriori immissioni sono state effettuate negli anni ‘60 nel versante modenese del M. Rondinaio e probabilmente sul Corno alle Scale. Altre introduzioni sono state effettuate negli anni ‘70 nell’Appennino parmense e reggiano e nel 1987 nei pressi del passo del Cerreto. Ulteriori immissioni nell’alta Val d’Enza all’inizio degli anni ‘80 sono probabilmente da ascrivere a privati. Attualmente la specie occupa un areale piuttosto vasto che comprende numerose zone della dorsale appenninica dal Corno alle Scale al M. Giovo e M. Romecchio. Un nucleo isolato si trova sul M. La Nuda. Altri nuclei sono presenti nell’alto Appennino reggiano sui M. Cusna e Prato e nell’alto Appennino parmense. In provincia di Piacenza la specie è presente al confine con la provincia di Alessandria, in prossimità dello spartiacque che divide le valli Curone e Borbera. Per la provincia di Modena sono note inoltre, a partire dalla metà degli anni ‘80, segnalazioni relative a individui isolati a basse quote e lontani dall’areale abituale, ad es. alcuni esemplari osservati ad altitudini comprese tra 350 e 500 m., a volte anche per due anni consecutivi, in varie località dei comuni di Pavullo, Sestola e Marano sul P.  
La distribuzione oggi interessa un’areale sempre più vasto. L’espansione e il consolidamento delle popolazioni di Marmotta in regione possono essere ricondotti all’assenza di prelievo venatorio e agli interventi di protezione adottati, nonostante i numerosi casi di bracconaggio segnalati. 
Data la mancanza in regione di specifiche tradizioni venatorie e la pressochè totale assenza di interferenze con le attività umane la specie non riveste particolare interesse dal punto di vista gestionale, tuttavia va sottolineato il decisivo ruolo ecologico che essa riveste per l’alimentazione di rapaci come l’Aquila reale (Fasce P. e Fasce L., 1992). Sarebbe quindi auspicabile un intervento di censimento più accurato e lo studio dei trend di espansione e di strutturazione dei popolamenti, anche come indicatore dei possibili mutamenti climatici e del loro potenziale impatto sulle cenosi cacuminali.
 
 
marmotta
 
 
 
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