Regione Emilia-Romagna 
ASSESSORATO AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITA' FAUNISTICO-VENATORIE.
Indice generale
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CAPITOLO III
 
Premessa
La disponibilità del nuovo geodatabase regionale dell’uso del suolo (Uso del suolo 2010 - anno 2008), ha consentito una rielaborazione dei dati relativi alle comunità di uccelli rilevati per la realizzazione della Carta delle vocazioni Faunistiche della Regione Emilia-Romagna nel 1998. La ricerca realizzata nel 1998 aveva lo scopo di valutare e classificare il territorio regionale sulla base del valore naturalistico complessivo soprattutto al fine di individuare le aree di maggiore interesse per la collocazione di  oasi di protezione della fauna ed era basata su unità di analisi costituite dalle sezioni della carta tecnica regionale in scala 1:5.000. 
Si precisa che l'analisi effettuata è basata esclusivamente su tipologie ambientali e su comunità ornitiche di ambienti terricoli e quindi le zone umide propriamente dette, così come definite dalla Convenzione di Ramsar,  non sono incluse. Pertanto le diagnosi ambientali che ne derivano e le successive zonizzazioni o individuazioni di aree adatte  per l'istituzione di oasi di protezione della fauna o di altre forme di tutela , sono da considerarsi valide esclusivamente per ambienti terricoli e non di zona umida. 
La nuova carta, realizzata ex novo, è strutturata su quattro livelli, i primi tre sono impostati secondo le direttive europee di Corine mentre nel quarto livello si è dato ampio spazio alle peculiarità regionali. La legenda è molto dettagliata e comprende oltre ottanta voci. L'area minima rappresentata, scelta in relazione alla scala di riferimento 1:25.000, misura un ettaro e mezzo. Per la realizzazione della nuova edizione della carta dell'uso del suolo si è fatto uso di immagini satellitari ad alta risoluzione, acquisite per l'intero territorio regionale principalmente nel 2003. Le attuali tecnologie di realizzazione, basate sulla interpretazione e restituzione a video delle immagini satellitari precedentemente ortorettificate e georeferenziate, hanno permesso un notevole grado di precisione non ottenibile in passato.  
La disponibilità di dettagliate informazioni ambientali ha consentito di suddividere la primitiva unità di analisi (sezione CTR in scala 1:5000 di complessivi 900 ha circa) in 9 sezioni di circa 100ha. 
Ciò ha permesso di ottenere una risoluzione molto superiore in fase di analisi e classificazione.
Introduzione
In questa sede ricordiamo solamente che la legge quadro Nazionale 11 febbraio 1992, affida alle Regioni il dovere di emanare norme relative alla gestione, alla tutela e all’incremento di tutte le specie della fauna selvatica, in conformità alle convenzioni internazionali e alle direttive comunitarie.  
A tal fine la Regione, con il concorso delle Province,  promuove il mantenimento e la riqualificazione degli habitat naturali e seminaturali delle specie, disciplina l’istituzione e la gestione  di zone di protezione che non ricadono in ambiti protetti per effetto di altre leggi, coordina la programmazione delle attività di gestione, favorisce l’eliminazione o la riduzione dei fattori di degrado ambientale che interessano il territorio agricolo-forestale e urbano (Legge Regionale n°8, 15 febbraio 1994). 
L’attività di conservazione si esplica con azioni di tutela “passiva”, cioè di conservazione del patrimonio naturale esistente, e con azioni di tutela “attiva” o di gestione, come il miglioramento o il ripristino degli ambienti naturali o seminaturali a fini faunistici. Le azioni di conservazione e di gestione, in ogni caso, necessitano sempre più di strumenti  di valutazione dei sistemi territoriali in esame, il più possibile oggettivi. Tali strumenti devono rispondere a requisiti di facile utilizzazione, precisione, elevata efficienza. 
Uno degli strumenti fondamentali, di grande diffusione e di buona affidabilità è rappresentato dai censimenti faunistici di popolazioni e comunità.  
La rapidità di colonizzazione dei diversi ambienti e la sensibilità che mostrano alle variazioni ambientali fanno degli uccelli un soggetto di studio  molto adatto per diagnosi ecologiche e per attività di monitoraggio del territorio (Farina,1981; Lambertini e Meschini, 1984; Boldreghini et al., 1991; Casini et al. 1991; Foschi e Gellini, 1992). Pertanto, le relazioni tra composizione e struttura delle comunità di uccelli nidificanti con le caratteristiche ambientali degli ecosistemi sono state abbondantemente studiate negli ultimi trenta anni. 
L’ analisi quali-quantitativa delle comunità si è rivelata un metodo di grande affidabilità per la valutazione dello stato di salute degli ambienti naturali e per indirette interpretazioni di avvenute modificazioni ecologiche. 
La distribuzione degli uccelli è casuale all'interno dell'habitat idoneo, ed è determinata, almeno nella stagione riproduttiva, dalla occupazione di territori stabili e definiti. Sulla base di ciò  si sono evolute  metodologie di studio, anche piuttosto sofisticate, mirate ad ottenere informazioni ecologiche oggettive sulle comunità avifaunistiche  e sull’ambiente da esse utilizzato. Le comunità hanno infatti proprietà che non sono possedute dalle singole popolazioni  che le compongono (Mac Arthur e Mac Arthur, 1961; Karr e Roth, 1971). 
Si tratta di proprietà che la ricerca ecologica ha dimostrato essere in relazione diretta con alcune importanti caratteristiche degli ecosistemi (complessità, maturità, stabilità). 
Le indagini ecologiche di tipo applicativo, che utilizzano le comunità di uccelli come indicatori ambientali, hanno trovato, dunque,  sempre maggiore diffusione, come indispensabili strumenti diagnostici, nelle fasi preliminari dei programmi di gestione ambientale.  
All’interno del presente quadro di riferimento teorico (ecologico e metodologico) è stata impostata la citata ricerca biennale sulle comunità di uccelli nidificanti nei diversi ambienti della Regione Emilia-Romagna, con lo scopo di ottenere una banca di dati che ha consentito di analizzare le tipologie ambientali presenti e visualizzare, tramite le comunità ornitiche, la distribuzione di importanti parametri ecologici di sintesi necessari per la valutazione ambientale del territorio regionale, su base cartografica.
 
 
 
 
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