Regione Emilia-Romagna 
ASSESSORATO AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITA' FAUNISTICO-VENATORIE.
Indice generale
____________________________
____________________________
Metodi
Per la dettagliata esposizione delle metodologie adottate nelle diverse fasi della ricerca si rimanda a quanto riportato nel capitolo 3, a cura di L. Casini e S. Gellini,  della Carta delle Vocazioni Faunistiche della Regione Emilia Romagna (Toso et. al. 1998), pag. 266. 
 
In questa sede ricordiamo che: 
i conteggi dell’avifauna sono stati effettuati con il metodo dei “point counts”  (conteggi da punti di ascolto). Il metodo messo a punto da Blondel, Ferry e Frochot (1970), prevede il conteggio degli individui di tutte le specie, visti o uditi, da stazioni di rilevamento poste all’interno di aree omogenee dal punto di vista ambientale. La versione originale del conteggio, messa a punto per aree di modesta estensione,  prevedeva punti di rilevamento di 20 minuti per stazione. Numerosi autori hanno proposto, recentemente,  modifiche tendenti a diminuire il tempo di rilevamento per stazione. Nel nostro caso in considerazione della vasta area da censire sono state effettuate stazioni d’ascolto di 5 minuti.  
Data la notevole estensione del territorio da indagare, il censimento è stato completato nell’arco di due stagioni riproduttive (1995 e 1996). L’avifauna nidificante è stata rilevata in 1597 stazioni (1569 utilizzate per le analisi delle tipologie ambientali), distribuite in 96 zone campione ricadenti nelle diverse tipologie ambientali della regione, dalla pianura alla montagna (Fig. 1). Le aree sono state scelte tra zone a vario titolo soggette a tutela e tra zone  già individuate e censite per la realizzazione dei modelli di vocazione. Per gli specifici scopi di questo studio, in zone della regione che risultavano poco coperte, sono state individuate e delimitate arbitrariamente alcune altre aree.  L’estensione  delle aree campione varia da 500 a 1200 ha e l’intensità del campionamento per area  è variato da 10 a 20 stazioni ( in media si è posta una stazione di campionamento ogni 50 ha).
 
Distribuzione delle aree di rilevamento della comunità ornitica nidificante
Le analisi hanno consentito di ottenere valori di abbondanza (QT3) e di frequenza (FREQ. ASS. e FREQ. REL.) di ogni specie e di calcolare alcuni parametri ecologici fondamentali del popolamento ornitico: 
a)         globalmente su scala regionale (analisi cumulativa delle 96 zone) 
b)         per ogni tipologia ambientale 
c)         per le aree ecotonali.   
 
Un approccio sintetico alla valutazione ambientale su scala regionale è stato effettuato sulla base dei seguenti indici: 
        
1) Ricchezza (R) = numero di specie complessivo per tipologia indagata, è una importante componente della diversità biologica e un semplice ed immediato indice di qualità ambientale; 
        
2) Ricchezza media (Rm) = numero medio di specie per tipologia; misura la complessità della comunità di uccelli in ogni tipologia; è strettamente correlata alla diversità e quindi è legata alla capacità di un ambiente di fornire risorse ad una avifauna ricca e strutturata; viene calcolata come valore medio del numero di specie per stazione di rilevamento; 
        
3) Rm/R = indice di omogeneità ambientale; più il valore di Rm si avvicina ad R, maggiore è l’omogeneità avifaunistica dell’ambiente considerato; 
        
4) Equiripartizione (J’) =  indice di equiripartizione secondo Lloyd e Ghelardi (1964); misura l’equiripartizione delle abbondanze delle specie, assieme ad R rappresenta l’altra componente della diversità H’ di un popolamento; sarà utilizzato nell’espressione 
       J’= H’/H’ max (Pielou, 1966)  
dove H’max = log2 R; l’indice varia da 0 (una sola specie presente) a 1 (tutte le specie presenti in eguale abbondanza). 
 
5) Nd = numero di specie dominanti il popolamento; specie con valore di dominanza >5%; (Turcek 1956); 
        
6) a/N = parametro che informa sulla completezza del popolamento; a è il numero di specie con frequenza 1 e N è il numero di rilievi; un rapporto a/N = 0,1, ad esempio, significa che teoricamente sono necessari 10 ulteriori rilievi per vedere aumentare di una unità il valore della ricchezza (Blondel, 1975);
In particolare poniamo l’attenzione sui seguenti indici che sono stati ricalcolati sulla base delle nuove unità di analisi (moduli territoriali di circa 100 ha, v. Premessa) e riutilizzati per estrapolare i risultati del campionamento all’intero territorio regionale. 
 
7) Diversità (H’) = diversità biologica secondo Shannon e Weaver (1963);  
 
 
       pi è la proporzione degli individui della iesima specie ; l’indice misura la probabilità che un individuo preso a caso dalla popolazione appartenga ad una specie differente da una specie estratta in un precedente ipotetico prelievo; è il più diffuso indice di diversità ed è influenzato dalla ricchezza specifica e dalla equiripartizione fra le specie; l’indice è stato calcolato in base alla nota correlazione tra frequenza delle specie e logaritmo della loro densità (Frelin, 1982); 
 
8) Indice di Rarità; fornisce valori tanto più elevati per una tipologia ambientale quanto più è alto il numero di specie rare e quanto più ogni specie rara è abbondante in quella tipologia; misura pertanto il contributo di ogni tipologia come habitat ottimale di specie poco abbondanti su scala regionale; l’indice viene calcolato per ogni tipologia come  
 
(indice di rarità; modificato da Blana, 1980) dove la sommatoria è estesa a tutte le specie di una tipologia, pi è la frequenza della specie i nella tipologia in oggetto, qi la frequenza relativa della specie i in tutte le tipologie cumulate su scala regionale, N il numero complessivo di specie rilevate in quella tipologia; 
 
9) Indice di Originalità; fornisce valori tanto più elevati tanto più una tipologia ambientale ha una composizione faunistica peculiare, caratteristica, con pochi elementi in comune con altre tipologie. Questo indice viene calcolato come media dei valori di diversità Beta calcolati a coppie, tra una tipologia ambientale e tutte le altre. La diversità tra coppie di ambienti è stata calcolata con il reciproco dell’indice di Sorensen modificato da Bray e Curtis  in Magurran (1983) 
 
       dove  è la somma dei valori minimi di abbondanza (QT3) delle specie comuni alle tipologie a e b,  e  i valori di abbondanza delle specie presenti rispettivamente in a ed in b.   
        
L’applicazione dei parametri e degli indici sopra riportati ha consentito di effettuare valutazioni di carattere naturalistico relative alle diverse tipologie ambientali presenti nelle aree campionate. 
 
10) Valore Naturalistico complessivo (VNC); è la somma delle classi di valore (da 1 a 5)  attribuite a ciascun indice (IR,IO, e H’) nelle 21636 unità di analisi e pertanto varia da 0 a 15 .
 
 
 
HTML Programming and Graphic by ST.E.R.N.A. P.IVA 01986420402 
© Copyright 2012 - Tutti i marchi riprodotti sono di proprietà delle rispettive aziende.