Regione Emilia-Romagna 
ASSESSORATO AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITA' FAUNISTICO-VENATORIE.
Indice generale
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LONTRA Lutra lutra
 
 
Dimensioni: 
Lunghezza testa-corpo: 60-85 cm; lunghezza coda 35-55 cm. 
Peso medio: 
7-10 kg. 
Distribuzione: 
Regione Paleartica e Indocinese. In Europa manca dall’Islanda e dalle isole del Mediterraneo. Fortemente diminuita e attualmente rara in molti paesi.
Caratteristiche generali 
Ha capo e muso rotondeggianti, orecchie corte, corpo allungato e affusolato, fortemente idrodinamico, con zampe corte e piedi palmati, la coda è lunga, con attaccatura robusta ed estremità appuntita. Il mantello è di colore grigio-bruno sul dorso e sui fianchi, biancastro sul ventre. Il pelo è fitto e idrorepellente. Legata esclusivamente agli ambienti acquatici, frequenta fiumi e torrenti, specchi d’acqua, lagune e paludi, dal livello del mare fino a oltre 1500 m. Si nutre prevalentemente di pesci, crostacei e molluschi che cattura generalmente sott’acqua, ma anche di anfibi, uccelli e mammiferi. I maschi sono territoriali e possono convivere con più femmine, con le quali possono accoppiarsi durante ogni periodo dell’anno.
Status 
In Europa la Lontra è considerata comune e abbondante solo in Irlanda, Scozia, Portogallo, Grecia e Finlandia, mentre è in decremento, rara o estinta in gran parte degli altri paesi occidentali (Foster-Turley et al., 1990 in Fumagalli e Prigioni, 1993). In Italia, nonostante la protezione legale accordata nel 1976, la specie ha continuato a diminuire, proseguendo un decremento numerico accompagnato da frammentazione dell’areale, iniziato in questo secolo (Cagnolaro et al., 1975; Fumagalli e Prigioni, 1993). Attualmente i nuclei più consistenti, peraltro di modeste dimensioni, sono localizzati in Basilicata, Campania e Toscana (Fumagalli e Prigioni, 1993). 
In regione alla metà degli anni ‘80 la specie è stata oggetto di uno studio sulla distribuzione, durante il quale sono state raccolte segnalazioni di presenza per il modenese e il basso ferrarese (Bogliani, 1984; Bertusi e Tosetti, 1986). Una ricerca specifica sulla presenza della lontra, condotta limitatamente ad alcuni bacini fluviali delle province di Parma e Reggio-Emilia (Beseghi e Donati, 1987) aveva dato esito positivo per il lago Calamone e vari siti del fiume Enza, tuttavia gli stessi Autori sottolineavano la precarietà della sopravvivenza della specie in assenza di tempestive misure di salvaguardia. Attualmente mancano indicazioni della presenza della specie in regione da quasi un decennio e frammentarie segnalazioni possono ragionevolmente essere attribuite alla nutria o al visone americano (Mustela vison), specie di cui sono presenti localmente individui sfuggiti alla cattività. Pertanto la lontra, dal momento che la situazione non consente di confermare la presenza di individui nè tantomeno di una popolazione sufficientemente vitale, deve essere considerata estinta in regione in assenza di evidenze contrarie. Le cause del declino e spesso dell’estinzione locale sono state individuate dapprima nella persecuzione diretta, successivamente nell’inquinamento dei corsi d’acqua e nelle modificazioni ambientali. Una strategia nazionale di intervento complessiva viene considerata indispensabile per impedire in Italia l’estinzione della specie in un arco di tempo stimato in pochi decenni (Fumagalli e Prigioni, 1993).
 
Lontra
 
 
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