Regione Emilia-Romagna 
ASSESSORATO AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITA' FAUNISTICO-VENATORIE.
Indice generale
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TASSO Meles meles
Dimensioni: 
Lunghezza testa corpo: 61-73 cm; lunghezza coda 15-19 cm.  
Peso medio: 
10-16 Kg. 
 
Distribuzione: 
Presente in tutta Europa e fino al Giappone e parti della Cina con limite settentrionale in Scozia, Svezia e Finlandia centrali. In Italia è presente in tutta la penisola, ma non nelle isole.
Caratteristiche generali 
Presenta forme tozze anche a causa del folto pelo bruno- grigiastro presente sul dorso e sui fianchi. Zampe relativamente corte e piedi larghi con le cinque dita allineate nella classica forma plantigrada. Caratteristico il colore biancastro del muso e della testa con due marcate linee nere che si dipartono dai lati del muso, passano attorno all’occhio e arrivano alle orecchie. Abita una notevole varietà di ambienti dal livello del mare fino a circa 2000 m di quota. Vive in "clan", costituiti da 10-15 individui e caratterizzati da complesse strutture sociali, che occupano territori estesi fino a un centinaio di ettari. Le tane sono sistemi ipogei, spesso scavati nelle giunzioni di strati, che vengono utilizzati per molti anni, divenendo assai voluminose ed articolate. Durante l’inverno gli animali cadono in una sorta di semi torpore anche se non raggiungono un vero letargo. Di abitudini strettamente notturne, cattura vari invertebrati, soprattutto lombrichi, e piccoli vertebrati, oltre a cereali, frutta, tuberi ed altri vegetali. Non disdegna le carogne così come i funghi. Possiede ghiandole anali che utilizza per la marcatura del territorio. Le feci vengono usualmente deposte in piccole buche, dette "latrine" scavate in punti specifici del territorio.
Status 
Il Tasso adulto è praticamente senza nemici e solo i giovani possono essere insidiati da Canidi (Corbet e Harris, 1991). Storicamente presente ovunque sul territorio nazionale, sebbene con densità assai differenti (Ghigi, 1911), ha subito una notevole contrazione a causa della persecuzione cui è stato oggetto quale animale "nocivo", oltre che per le mutate condizioni ambientali. Per la regione è stata descritta (AA.VV., 1981) una distribuzione del mustelide che comprende le aree collinari e montane, escludendo i territori di pianura. Successivamente Bertusi e Tosetti (1986) citano la specie come "comune", presente "ovunque, meno frequente in pianura". Negli ultimi anni si è certamente registrata una fase espansiva verso i territori di pianura, normalmente attraverso le aste fluviali, che possono rappresentare corridoi ecologici adatti, come rilevato nel bolognese, nel modenese e più in generale nell’intera Emilia. Anche in ambito regionale esistono le prime indicazioni di una possibile colonizzazione delle aree urbane da parte del Tasso, come dimostrano avvistamenti, investimenti e segnalazioni provenienti da alcune cittadine, anche se al momento la situazione è certo lontana da quelle documentate in Gran Bretagna (Harris, 1994). 
Sono stati registrati danni localizzati prodotti da scavi del mustelide all’interno di argini di fiumi, in quanto all’innalzamento del livello idrico si sono poi verificate inondazioni per collasso del terrapieno. Lo scavo di tane in prossimità di aree di circolazione o comunque di lavoro può anche dare, in caso di passaggio con mezzi pesanti, la possibilità di pericolosi franamenti. Non sembra al momento ipotizzabile che la specie possa produrre danni consistenti alle attività agricole, anche perchè scarsamente presente nelle zone con colture di alto pregio. Si osservano in genere modeste asportazioni di cereali anche se a volte sono stati rilevati estesi allettamenti. Anche i danni ad animali da cortile sono rari così come appare scarsamente rilevante la pressione su specie di interesse venatorio. Se da un lato il Tasso può creare alcuni problemi, sono peraltro indubbi i vantaggi derivanti dal ruolo che la specie ricopre soprattutto nelle aree forestate (Neal, 1986). 
La specie è spesso vittima di incidenti stradali, così come di campagne di controllo destinate alla Volpe. Sono stati inoltre segnalati diversi casi di mortalità per avvelenamento da esche. Mancano comunque studi specifici sulla specie nell’ambito di indagine così come determinazioni di trend generale.
 
 
tasso
Tasso
 
 
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