Regione Emilia-Romagna 
ASSESSORATO AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITA' FAUNISTICO-VENATORIE.
Indice generale
____________________________
____________________________
Risultati
Lo scopo  della nuova elaborazione effettuata è stato di visualizzare, tramite simulazione, il comportamento degli indici ecologici di valutazione ambientale, sull’intero territorio regionale utilizzando la nuova carta del suolo regionale per una analisi di maggior dettaglio (1/9 di sezione CTR 1:5.000, per una estensione territoriale di c. 100ha). 
Come già indicato nella premessa, precisiamo che l'analisi effettuata è basata esclusivamente su tipologie ambientali e su comunità ornitiche di ambienti terricoli e quindi le zone umide propriamente dette, così come definite dalla Convenzione di Ramsar,  non sono incluse. Pertanto le diagnosi ambientali che ne derivano e le successive zonizzazioni o individuazioni di aree adatte  per l'istituzione di oasi di protezione della fauna o di altre forme di tutela , sono da considerarsi valide esclusivamente per ambienti terricoli e non di zona umida. 
Attraverso l’analisi di ciascun indice e del loro valore cumulato, è possibile valutare e classificare porzioni di territorio in funzione della gestione e programmazione faunistica. 
In Tabella I sono riportati i valori numerici delle classi di abbondanza di ciascun indice e il numero totale delle unità territoriali che è compreso in ciascuna classe.  
In Tabella II è riportata, per ogni indice e per ogni classe di abbondanza, la ripartizione altitudinale delle unità territoriali analizzate. 
 
Nella descrizione che segue “valori bassi” sono quelli appartenenti alle classi 1 e 2; “Valori medi” sono quelli della classe 3; valori alti sono quelli delle classi “4  e 5”.
Indice di Rarità (IR)
L’indice misura il contributo di ogni tipologia ambientale come habitat ottimale di specie poco abbondanti su scala regionale ed è tanto più elevato quanto più numerose sono le specie rare che quell’habitat contiene (cfr. Metodi) 
Valori bassi dell’indice interessano 15.163 unità territoriali pari al 70,10% del territorio, valori medi interessano 3730 unità pari al 17,24%, valori alti interessano solamente 2.743 elementi territoriali pari al 12,67%   (Tab.). 
Il dettaglio con cui è stato possibile effettuare la nuova analisi porta, soprattutto in questo caso, ad una rappresentazione grafica che più di altre si discosta dalla carta prodotta in occasione della prima elaborazione. In quel caso, a causa della maglia di indagine meno fine (900 ha contro i 100 ha attuali)  l’indice di rarità sembrava addensato nella fascia alto collinare e montana della Regione.  
A seguito della nuova elaborazione, la rappresentazione grafica dell’indice evidenzia con maggiore efficacia le porzioni di territorio che contengono ambienti con comunità composte anche da specie poco abbondanti (Fig.). Il valore è risultato piuttosto elevato per le tipologie “Prati pascoli praterie” e per “Cespuglieti/vegetazione erbacea” ed  elevatissimo in corrispondenza della tipologia ambientale “Zone umide/altri ambienti” (cfr. capitolo 3, a cura di L. Casini e S. Gellini,  della Carta delle Vocazioni Faunistiche della Regione Emilia Romagna; Toso et. al. 1998, pag. 277). 
L’andamento degli elementi territoriali  (moduli) di colore verde e verde scuro (alti valori dell’indice) mostra una sorprendente sovrapposizione con i principali corsi d’acqua, ma anche con il reticolo idrografico minore (rii e canali) e con i margini delle principali zone umide nella porzione di pianura.   
E’ indiscutibile, ed è ben evidenziata dall’indice, la grande importanza delle zone umide e degli ambienti fluviali come habitat ottimale per un elevatissimo numero di specie rare a livello regionale, ed estremamente specializzate. 
Al secondo posto si trova l’IR delle ornitocenosi insediate in Prati-Pascoli-Praterie. Anche questa tipologia si è rivelata decisamente importante per alcune specie tipiche delle  zone aperte appenniniche.  
Nella graduatoria seguono le altre due tipologie ecotonali e, con valori pressoché identici, le due categorie con coltivazioni non monocolturali (Colture con spazi naturali e Mosaico di colture) assieme a Vegetazione in evoluzione. 
I valori più bassi di IR sono risultati nei Seminativi e sorprendentemente nelle tipologie forestali.  
Risulta molto evidente dai risultati della nuova analisi che comunità con specie poco comuni sono distribuite sul territorio regionale piuttosto uniformemente dalla pianura alla montagna. L’analisi altitudinale (Tab.) mostra che 1.533 elementi territoriali (7,1%)  con alti valori dell’IR sono distribuiti nelle fasce altitudinali 0-100m;  922 (4,3%)  tra 100-500 m; 238 elementi con alti valori di IR (1,1%) sono collocati nella fascia compresa tra 500 e 1000m e solo 60 (0,3%) nella fascia altimetrica più elevata (>1000 m).
Rarità 
Distribuzione dell'Indice di Rarità (IR)
Indice di Originalità
L’indice misura l’apporto di ogni ambiente alla varietà degli uccelli della regione e definisce il grado di originalità dell’ornitocenosi di ogni tipologia ambientale in termini di composizione qualitativa e quantitativa. Viene calcolato come la media dei valori di Beta diversità calcolati a coppie tra una tipologia ambientale e tutte le altre (cfr. Metodi). 
Valori bassi dell’indice interessano 11.136 unità territoriali pari al 51,47% del territorio, valori medi interessano 5.568 unità pari al 25,73%, valori alti interessano 4.932 elementi territoriali pari al 22,79%   (Tab.). 
I valori più elevati dell’IO si riscontrano, in ordine decrescente in Prati-Pascoli-Praterie, Seminativi e Boschi misti. Le ornitocenosi di questi ambienti sono caratterizzate dalla composizione faunistica più peculiare e con meno elementi in comune con le altre tipologie. Piuttosto sorprendente è la seconda posizione dei Seminativi nella graduatoria. In effetti analizzando la composizione delle comunità di questi ambienti, ci si accorge che è formata da specie che ricorrono con regolarità e che sono uniformemente distribuite nelle zone coltivate, che in questo senso sono ben caratterizzate rispetto agli altri ambienti.  
Valori medi dell’IO si riscontrano nelle ornitocenosi delle tipologie Zone umide/altri ambienti, Mosaico di colture, Boschi di latifoglie, ed anche nelle tipologie Cespuglieti/vegetazione erbacea e Vegetazione in evoluzione. Cioè in ambienti piuttosto eterogenei o in tipologie, come  Boschi di latifoglie, ove ricadono in realtà diverse formazioni boschive. 
I valori più bassi dell’IO sono stati rilevati nell’ecotone Boschi/altri ambienti, Colture con spazi naturali e Boschi di conifere. Le prime due categorie, come già accennato, presentano comunità ricche e notevolmente  diversificate con valori di R, Rm e H’ tra i più alti riscontrati in regione. Il basso IO di queste tipologie è interpretabile con la netta prevalenza nelle loro ornitocenosi, di specie ubiquiste, presenti in questi ambienti proprio per la loro natura estremamente eterogenea (cfr. capitolo 3, a cura di L. Casini e S. Gellini,  della Carta delle Vocazioni Faunistiche della Regione Emilia Romagna; Toso et. al. 1998, pag. 277). 
La nuova elaborazione ha prodotto una distribuzione che nel complesso sembra ricalcare i risultati dell’elaborazione precedente. La restituzione grafica dell’indice, estrapolato all’intero territorio regionale, disegna, anche in questo caso, una evidente concentrazione dei valori alti e medi nella porzione di territorio posta ad ovest della via Emilia, che comprende i territori della prima collina ed interessa progressivamente, le fasce pedemontana e montana della regione. I valori bassi dell’indice, con esclusione di rare e sparse eccezioni,  sono distribuiti nell’ampia porzione di pianura che di estende a nord e ad est della linea che unisce i maggiori centri urbani della regione. 
Tuttavia la capacità di maggiore discriminazione del metodo adottato, basato sul nuovo uso del suolo ha prodotto una cartografia che consente di apprezzare notevoli differenze all’interno della larga fascia occupata dalla collina e dai rilievi appenninici. A differenza della precedente distribuzione, questa volta è possibile rilevare anche un abbondante porzione di territorio, disposto a mosaico, che presenta valori medi dell’IO. 
L’analisi altitudinale della distribuzione dell’Indice  (Tab.) mostra che le unità territoriali che presentano i valori più elevati sono collocate nelle fasce 100-500m (2553 unità pari all’11,79%) e 500-1000m (1831 unità pari all’8,46%).
Originalità 
Distribuzione dell'Indice di Originalità (IO)
Indice di Biodiversità (H’)
Indice sintetico di complessità ecosistemica; tiene conto delle componenti di ricchezza e di equiripartizione tra le specie. 
L’indice di biodiversità è risultato inferiore a 3 solo nella categoria Boschi di conifere. Negli altri ambienti si mantiene attorno a 3,0 - 3,2 nelle formazioni forestali, 3,1-3,2 nei Prati-Pascoli-Praterie, raggiunge i valori massimi, in ordine decrescente in Colture con spazi naturali, Mosaico di colture e Vegetazione in evoluzione (cfr. capitolo 3, a cura di L. Casini e S. Gellini,  della Carta delle Vocazioni Faunistiche della Regione Emilia Romagna; Toso et. al. 1998, pag. 271-272). 
La Fig.  mostra la distribuzione della biodiversità regionale su base avifaunistica. 
La nuova elaborazione ha prodotto una distribuzione che nel complesso non si discosta eccessivamente dalla elaborazione precedente anche se consente di classificare con maggiore precisione il territorio oggetto di indagine. L’ampia fascia di territorio collinare e montano collocato a sud della Via Emilia si presenta come un complesso mosaico ambientale a medio e alto valore di biodiversità.  
Le unità territoriali ad alta biodiversità, nei territori della pianura coltivata,  sono localizzate e puntiformi  e sono distribuite lungo il fiume Po, e in corrispondenza delle zone umide e dei pochi boschi planiziari  delle province di Bologna, Ferrara e Ravenna.  
Valori bassi dell’indice interessano 10.657 unità territoriali pari al 49,25% del territorio, valori medi interessano 5.505 unità pari al 25,44%, valori alti interessano 5.474 elementi territoriali pari al 25,30%  (Tab.). 
L’analisi altitudinale della distribuzione dell’Indice (Tab.) mostra che le unità territoriali che presentano i valori più elevati sono collocate nelle fasce 100-500m (2760 unità pari all’12,76%) e 500-1000m (2161 unità pari all’9,99%).
Biodiversità 
Distribuzione dell'Indice di Biodiversità (H' di Shannon)
 
 
Valore degli indici e ripartizione di unità territoriali per classe
 
 
 
Distribuzione delle unità di analisi per classi di valore e per altitudine in ciascun indice considerato
Valore Naturalistico Complessivo (VNC)
E’ la somma dei valori attribuiti a ciascun indice nelle 21.636 ripartizioni (unità territoriali o di analisi) delle sezioni C.T.R. Per ognuno dei tre indici (IR, IO, H’) il punteggio varia da 1 a 5 (numero di classi di valore; cfr. Metodi). Il punteggio sintetico complessivo raggiunto da ogni sezi è stato classificato con una scala di colori che mostra l’andamento del VNC sul territorio regionale Fig
La pianura si presenta composta principalmente da territori con un basso VNC (71,46 % delle sezioni di pianura,  Fig., Tab.). In questa fascia valori alti di VNC sono raggiunti nell’17,68 % delle unità territoriali.  
Come già rilevato nella descrizione dell’andamento altitudinale dell’indice di diversità, i pochi comprensori che in pianura presentano un elevato VNC sono localizzati lungo il corso del Po, nei boschi planiziari costieri (Pinete di Cervia, Pinete di Ravenna e Bosco della Mesola)  o nelle vicinanze delle principali zone umide delle province di Bologna, Ferrara e Ravenna. Per contro, le fascie appenninica e sub-appenninica  presentano, invece,  uniformemente valori medi o medio-alti di VNC. In particolare nella fascia altimetrica compresa tra i 100 e i 500 m una buona parte del territorio (3101 unità territoriali pari 61,44%) è classificabile con alti valori. Valori medi e bassi di VNC classificano, in questa fascia altimetrica,  rispettivamente il 24,58% e il 13,97% del territorio. 
Nella fascia compresa tra 500 e 1000 m, alta collina e bassa montagna, l’andamento dell’indice evidenzia una situazione leggermente migliore sotto il profilo naturalistico. Infatti il 53,35% delle unità territoriali analizzate in quella classe altimetrica risulta possedere alti valori dell’indice, il 29,88% medi e solo il 16,76% bassi. 
Alla luce di ciò è evidente che le aree di maggior interesse sotto il profilo del valore naturalistico complessivo, se si escludono le poche emergenze della pianura di cui si è già scritto, sono localizzate nella fascia collinare, sub-montana e montana della regione.  
In particolare risultano di elevato interesse naturalistico e conservazionistico (massimo valore di VNC)  i seguenti ampi comprensori. 
Valore naturalistico 
Distribuzione dell'Indice Naturalistico Complessivo (VNC)
In particolare risultano di elevato interesse naturalistico e conservazionistico (massimo valore di VNC)  i seguenti ampi comprensori. 
       Provincia di Rimini 
Le are a maggior valore naturalistico complessivo risultano la fascia di bassa e media collina che si estende in direzione SE-NO, dal Comune di Montegridolfo a S,  al Comune di Torriana a N, interessando i territori dei comuni intermedi di Mondaino, Saludecio, Montefiore, Gemmano, Montecolombo, Coriano e Verucchio. 
Valori alti e medi di VNC sono distribuiti in modo evidente lungo le valli dei principali corsi d’acqua  (Ventena, Conca, Marano, Ausa, Marecchia e Uso). 
        
       Provincia di Forlì-Cesena 
Una vasta area di territorio che si estende dalla collina cesenate, a sud fino al confine con le Marche, e a ovest e sud-ovest, comprendendo il pre-appennino e l’Appennino forlivese, fino al confine con la Toscana. 
In questo territorio sono comprese le alte Valli dell’Uso e del Savio, nella porzione più orientale della provincia di Forlì e Cesena, l’alta collina forlivese, la fascia alto appenninica che comprende l’Alpe di San Benedetto a ovest e più a sud,  il Parco Nazionale del Monte Falterona, Campigna e Foreste Casentinesi e il massiccio del Monte Fumaiolo - Monte Comero (Valli del Bidente, Rabbi e Montone). 
        
       Provincia di Ravenna  
Un area estesa  nell’Appennino Faentino che coincide con la porzione più elevata della Valle del Lamone. Numerose piccole aree, coincidenti con le unità di rilevamento che si estendono anche sulla costa, dalle Saline di Cervia alle Valli Ravennati (Pialasse, Punte Alberete, Fiume Reno, Valli di Comacchio sud). 
 
     Provincia di Ferrara 
Numerose aree con valori alti e medi di VNC sparse per la pianura ferrarese, con un nucleo esteso nell’area di Comacchio e nella Bonifica del Mezzano e ampie fasce lungo il Reno e il Po di Goro, al confine con la provincia di Rovigo. 
 
       Provincia di Bologna 
L’ Appennino Imolese e la Valle del Santerno 
Una vasta area comprendente l’alta collina e l’Appennino bolognese a sud fino al confine con la provincia di Firenze ed a ovest fino alla Valle del Reno. 
In questo territorio sono comprese molte aree già soggette a tutela come il Parco regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi della Abbadessa, il Parco storico regionale di Monte Sole e la parte orientale del Parco regionale del Corno alle Scale. Altre piccole aree protette sono la Riserva naturale orientata Bosco della Frattona e l’Oasi WWF di Montovolo-Monte Vigese. La stragrande maggioranza di questo territorio, risultato dalla nostra ricerca “di alto valore naturalistico complessivo”,  non è sottoposto a particolari forme di tutela. 
        
       Provincia di Modena 
due fascie di territorio collinare e montano che si estendono a sud di Modena e che per gran parte coincidono con le Valli del Secchia e del Panaro. 
I territori con alto valore di VNC, in questo comprensorio, comprendono diverse aree già protette come La Riserva naturale delle Salse di Nirano, il Parco regionale dei Sassi di Rocca Malatina e la istituenda Riserva naturale orientata di Sassoguidano.   
        
 
      Provincia di Reggio Emilia 
Una larga fascia di territorio collinare e Montano a sud di Reggio-Emilia che si estende in direzione sud-ovest e che coincide con le Valli dei Torrenti Parma ed Enza e parzialmente con la porzione occidentale del Parco regionale dell’ Alto Appennino Reggiano.  
        
        
       Provincia di Parma 
Il territorio collinare e montano a sud-ovest di Parma e in particolare la media ed alta Valle del Taro fino all’Alto Appennino parmense. Si tratta di una zona molto ampia, risultata uniformemente con alti valori di VNC, che si estende dalle aree protette del Parco fluviale del Taro, nella bassa collina, fino  al Parco regionale dell’Alta Val Parma e Cedra, indicando che tutto il bacino della Valle del Taro è territorio di grande valore naturalistico. Oltre alle aree protette già citate, ricade nella zona ad elevato VNC anche la Riserva naturale orientata di Monte Prinzera.  
        
       Provincia di Piacenza 
Ampia zona collinare e montana della provincia di Piacenza. La parte più interessante, risultata uniformemente ad alto valore di VNC, coincide con la media ed alta Valle del Trebbia. Buoni valori di naturalità sono mostrati anche dalla fascia collinare ed appenninica che si estende a sud dell’ area protetta “Parco fluviale regionale dello Stirone.
 
 
HTML Programming and Graphic by ST.E.R.N.A. P.IVA 01986420402 
© Copyright 2012 - Tutti i marchi riprodotti sono di proprietà delle rispettive aziende.