Regione Emilia-Romagna 
ASSESSORATO AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITA' FAUNISTICO-VENATORIE.
Indice generale
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Specie di interesse conservazionistico regionale
 
Per redigere la lista dei Mammiferi di interesse conservazionistico regionale si sono utilizzate valutazioni elaborate a livello nazionale mancando per tale classe una specifica lista rossa di livello regionale. Lo status attribuito a livello nazionale è stato integrato pertanto considerando l'importanza biogeografica delle popolazioni regionali di ciascuna specie, perché particolarmente rappresentative o abbondanti rispetto alla popolazione nazionale, perché poste ai limiti dell'areale di distribuzione o in stazioni relitte e disgiunte dai nuclei principali, perché endemiche. Per questa Classe pertanto sono state classificate come di "interesse conservazionistico" le specie considerate minacciate a qualsiasi grado dalle liste di livello nazionale e le specie di interesse biogeografico. Sono invece state considerate di "prioritario interesse conservazionistico" le specie ricadenti in entrambe le categorie oppure le specie ricadenti nel livello più elevato di minaccia. 
Per i soli Uccelli è stato possibile utilizzare le valutazioni espresse nella lista rossa regionale (Gustin et al., 2000), considerando come di "interesse conservazionistico" le specie a bassa priorità di conservazione, le specie con popolamenti regionali compresi tra il 15% e il 50% del totale stimato a livello nazionale, le specie di recente acquisizione e le specie nidificanti irregolarmente; sono invece state considerate di "prioritario interesse conservazionistico" le specie classificate a media ed alta priorità di conservazione a livello regionale e le specie con popolamenti regionali superiori al 50% del totale stimato a livello nazionale.
Uccelli nidificanti
Lo status e la priorità di conservazione a livello regionale sono tratte da Gustin M., Zanichelli F. & Costa M., 2000, "Lista Rossa degli Uccelli nidificanti in Emilia- Romagna".
Specie
Status
priorità di conservazione
% rispetto alla popolazione italiana
Svasso piccolo
di recente acquisizione
 
 
Cormorano
rara
bassa
75%
Marangone minore
rara
alta
100%
Tarabuso
altamente vulnerabile
alta
30%
Tarabusino
mediamente vulnerabile
media
28%
Nitticora
mediamente vulnerabile
bassa
17%
Sgarza ciuffetto
mediamente vulnerabile
bassa
44%
Airone guardabuoi
rara
bassa
<5%
Airone bianco maggiore
rara
alta
77%
Garzetta
mediamente vulnerabile
bassa
21%
Airone rosso
mediamente vulnerabile
bassa
83%
Mignattaio
rara
media
50%
Spatola
rara
media
73%
Volpoca
mediamente vulnerabile
media
56%
Mestolone
 
 
50%
Alzavola
rara
media
33%
Fischione
irregolarmente nidificante
 
 
Marzaiola
altamente vulnerabile
alta
20%
Canapiglia
rara
alta
70%
Moriglione
 
 
30%
Moretta
rara
alta
75%
Moretta tabaccata
minacciata di estinzione
alta
60%
Fistione turco
irregolarmente nidificante
 
 
Falco pecchiaiolo
status indeterminato
 
 
Nibbio bruno
minacciata di estinzione
alta
<1%
Biancone
rara
media
<3%
Falco di palude
mediamente vulnerabile
media
33%
Albanella minore
altamente vulnerabile
media
31%
Astore
rara
bassa
<3%
Aquila reale
minacciata di estinzione
media
<1%
Pellegrino
rara
media
2%
Lodolaio
status indeterminato
 
 
Falco cuculo
rara
media
75%
Schiribilla
status indeterminato
 
 
Voltolino
status indeterminato
 
 
Beccaccia di mare
rara
media
38%
Cavaliere d'Italia
 
 
50%
Avocetta
mediamente vulnerabile
bassa
27%
Occhione
altamente vulnerabile
alta
28%
Pernice di mare
minacciata di estinzione
alta
17%
Fratino
altamente vulnerabile
bassa
12%
Beccaccia
status indeterminato
 
 
Pittima reale
status indeterminato
 
 
Pettegola
mediamente vulnerabile
bassa
6%
Piro-piro piccolo
status indeterminato
 
 
Gabbiano roseo
mediamente vulnerabile
bassa
1%
Gabbiano corallino
mediamente vulnerabile
alta
84%
Gabbiano comune
mediamente vulnerabile
media
79%
Sterna zampenere
mediamente vulnerabile
media
50%
Fraticello
mediamente vulnerabile
alta
72%
Sterna di Rüppell
rara
media
100%
Sterna maggiore
irregolarmente nidificante
 
 
Sterna comune
mediamente vulnerabile
media
71%
Beccapesci
mediamente vulnerabile
alta
84%
Mignattino piombato
altamente vulnerabile
alta
54%
Colombella
status indeterminato
 
 
Barbagianni
status indeterminato
 
 
Assiolo
status indeterminato
 
 
Gufo reale
minacciata di estinzione
alta
<5%
Succiacapre
status indeterminato
 
 
Rondone maggiore
status indeterminato
 
 
Martin pescatore
status indeterminato
 
 
Ghiandaia marina
status indeterminato
 
 
Torcicollo
status indeterminato
 
 
Picchio rosso minore
status indeterminato
 
 
Calandrella
status indeterminato
 
 
Topino
altamente vulnerabile
alta
41%
Rondine rossiccia
status indeterminato
 
 
Calandro
status indeterminato
 
 
Sordone
rara
bassa
2%
Stiaccino
rara
bassa
<1%
Monachella
rara
media
<1%
Codirossone
status indeterminato
 
 
Passero solitario
minacciata di estinzione
alta
<1%
Merlo dal collare
rara
bassa
<1%
Salciaiola
status indeterminato
 
 
Forapaglie castagnolo
status indeterminato
 
 
Forapaglie
status indeterminato
 
 
Beccafico
status indeterminato
 
 
Sterpazzola di Sardegna
rara
bassa
<1%
Bigiarella
status indeterminato
 
 
Bigia grossa
status indeterminato
 
 
Bigia padovana
rara
bassa
3%
Luì verde
status indeterminato
 
 
Regolo
rara
bassa
<1%
Balia dal collare
status indeterminato
 
 
Basettino
mediamente vulnerabile
bassa
25%
Cincia dal ciuffo
status indeterminato
 
 
Picchio muraiolo
rara
media
<1%
Rampichino alpestre
rara
bassa
<1%
Averla cenerina
altamente vulnerabile
alta
2%
Averla capirossa
altamente vulnerabile
alta
<1%
Crociere
status indeterminato
 
 
Frosone
status indeterminato
 
 
Zigolo muciatto
status indeterminato
 
 
Zigolo giallo
status indeterminato
 
 
Ortolano
status indeterminato
 
 
Crociere
status indeterminato
 
 
Frosone
status indeterminato
 
 
 
 
 
 
Le specie ornitiche che hanno maggiore interesse conservazionistico a livello regionale sono da un lato le specie con alta e media priorità di conservazione, dall'altro le specie con popolazioni comunque superiori al 50% della popolazione nazionale. 
 
Sono quindi da considerare prioritarie: Marangone minore, Tarabuso, Tarabusino, Airone bianco maggiore, Airone rosso, Mignattaio, Spatola, Volpoca, Mestolone, Alzavola, Marzaiola, Canapiglia, Moretta, Moretta tabaccata, Nibbio bruno, Falco di palude, Albanella minore, Aquila reale, Pellegrino, Falco cuculo, Beccaccia di mare, Cavaliere d'Italia, Occhione, Pernice di mare, Gabbiano corallino, Sterna zampenere, Fraticello, Sterna di Rüppell, Sterna comune, Beccapesci, Mignattino piombato, Gufo reale, Topino, Passero solitario, Averla cenerina, Averla capirossa. 
 
A livello regionale sono quindi habitat prioritari per la conservazione dell'avifauna :  
 
- i boschi planiziali igrofili con garzaie, in particolare Punte Alberete, il bosco del Traversante, valle Dindona, lo zuccherificio di Codigoro, per le specie Marangone minore, Mignattaio, Nitticora, Sgarza ciuffetto, Airone guardabuoi, Garzetta, Cormorano; 
 
- i vasti canneti maturi, per Tarabuso, Tarabusino, Airone bianco maggiore, Airone rosso, Falco di palude, oltre al Basettino; 
 
- le lagune salmastre con dossi emergenti, in particolare le valli di Comacchio, le valli Bertuzzi e le saline di Cervia, per Spatola, Volpoca, Mestolone, Canapiglia, Cavaliere d'Italia, Gabbiano corallino, Sterna zampenere, Fraticello, Sterna di Rüppell, Sterna comune, Beccapesci, in colonie più o meno miste con Avocetta, Fratino, Pettegola, Gabbiano roseo, Gabbiano comune;  
 
- le zone umide d'acqua dolce con habitat complessi, in particolare valle Mandriole, valle Furlana, le valli di Argenta, per Mestolone, Alzavola, Marzaiola, Canapiglia, Moretta, Moretta tabaccata, oltre al Moriglione; 
 
- i tratti di litorale non turisticizzati, in particolare lo scanno di Goro e la foce del Reno, per Beccaccia di mare, Fraticello, oltre al Fratino; 
 
- i lamineti estesi, presenti in Valle Mandriole, nelle valli di Argenta ed in alcune zone umide del bolognese, per il Mignattino piombato; 
 
- i boschi ripariali, per il Nibbio bruno; 
 
- le praterie aride dei calanchi, per l’Albanella minore, oltre alla Sterpazzola di Sardegna; 
 
- le rupi, per Aquila reale, Pellegrino, Gufo reale, oltre al Picchio muraiolo; 
 
- i greti fluviali, per l’Occhione; 
 
- le aree marginali delle Valli di Comacchio, per la Pernice di mare; 
 
- le scarpate in ambiente fluviale, per il Topino; 
 
- le rupi ed i ruderi in ambiente termofilo, per il Passero solitario; 
 
- le aree agricole ricche di siepi e boschetti, per Averla cenerina, Averla capirossa, oltre alla Bigia padovana. 
 
Inoltre sono importanti per alcune specie rare di Uccelli le estese formazioni forestali poco disturbate (Biancone, Astore); le praterie alto montane (Sordone, Stiaccino); i cespuglieti di quota (Merlo dal collare) e i boschi montani misti (Rampichino alpestre) o di conifere (Regolo); le rupi ofiolitiche (Monachella) , i cespuglieti ripariali (Bigia padovana).
Mammiferi
Lo status dei chirotteri è tratto dalla Lista Rossa dei Vertebrati Italiani pubblicata dal WWF Italia nel 1998. Per la popolazione di Cervo del Bosco della Mesola la valutazione è tratta da Mattioli S., 1990 - "Red deer in the Italian peninsula, with particular reference to the Po delta population". Deer, 8 (2): 95-98. Per gli altri mammiferi si fa riferimento allo status descritto in Spagnesi M, Toso S, De Marinis M (eds.), 2000 “Iconografia dei Mammiferi d’Italia”, INFS.
Specie
Importanza biogeografica
Status
Toporagno appenninico
endemico dell’Appennino
dati insufficienti
Toporagno padano
endemico della Pianura padana
dati insufficienti
Rinolofo euriale
vulnerabile
Rinolofo maggiore
vulnerabile
Rinolofo minore
in pericolo di estinzione
Vespertilio di Bechstein
dati insufficienti
Vespertilio di Blyth
vulnerabile
Vespertilio di Daubenton
vulnerabile
Vespertilio smarginato
vulnerabile
Vespertilio maggiore
vulnerabile
Vespertilio mustacchino
vulnerabile
Vespertilio di Natterer
in pericolo di estinzione
Nottola gigante
in pericolo
Nottola
vulnerabile
Pipistrello albolimbato
a più basso rischio
Pipistrello di Nathusius
vulnerabile
Pipistrello nano
a più basso rischio
Pipistrello di Savi
a più basso rischio
Serotino comune
a più basso rischio
Barbastello
in pericolo di estinzione
Orecchione
a più basso rischio
Orecchione meridionale
a più basso rischio
Miniottero
a più basso rischio
Molosso di Cestoni
a più basso rischio
Arvicola di Savi
endemica italiana
abbondante
Arvicola di Fatio
limite di areale
dati insufficienti
Arvicola delle nevi
limite di areale, relitto glaciale
dati insufficienti
Istrice
limite di areale
in espansione
Lupo
minacciato
Lontra
Estinta localmente, in rarefazione a livello nazionale
Cervo nobile (popolamento del Bosco della Mesola)
areale disgiunto
in pericolo *
Le specie di Mammiferi che hanno maggiore interesse conservazionistico a livello regionale sono in particolare le specie vulnerabili, minacciate o parzialmente minacciate sia a livello locale che a livello nazionale. Naturalmente le specie vulnerabili o minacciate hanno interesse conservazionistico prioritario. 
Sono quindi da considerare prioritarie: Rinolofo euriale, Rinolofo maggiore, Rinolofo minore, Barbastello, Lupo, Lontra, Cervo nobile (popolamento del Bosco della Mesola). 
 
In Emilia-Romagna sono da ritenersi ambienti particolarmente importanti per la conservazione dei Mammiferi
 
- le grotte, per le specie Rinolofo euriale, Rinolofo maggiore, Rinolofo minore, oltre alle altre specie di Chirotteri troglofili; 
 
- i boschi maturi a quote basse, per Barbastello, oltre alle altre specie di Chirotteri forestali; 
 
- il crinale appenninico, per il Lupo; 
 
- le grandi zone umide ed i torrenti appenninici meglio conservati, per la Lontra; 
 
- i boschi termofili costieri, in particolare il bosco della Mesola, per il Cervo nobile. 
 
Inoltre sono habitat di altri Mammiferi di interesse conservazionistico alcuni ambienti appenninici, come le praterie montane (Arvicola di Fatio, Arvicola delle nevi) e le zone collinari con boscaglia termofila (Istrice).
 
 
 
 
 
 
 
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