Regione Emilia-Romagna 
ASSESSORATO AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITA' FAUNISTICO-VENATORIE.
Percorsi
Indice generale
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MUFLONE  Ovis musimon
Lunghezza testa-tronco: 
120-125 cm (maschi), 110-115 cm (femmine)  
Lunghezza coda: 
8-9 cm  
Altezza al garrese: 
70-80 cm (maschi), 65-75 cm (femmine)  
Peso corporeo medio: 
35-50 kg (maschi), 25-30 kg (femmine)
Distribuzione: 
Originario della penisola anatolica, fu presumibilmente trasportato in Sardegna e Corsica in epoca neolitica, e a partire dal XIX secolo è stato introdotto anche in Europa continentale. Una forma simile (Ovis orientalis ophion) fu anticamente liberata a Cipro.
 
Caratteristiche generali 
Bovide di dimensioni medio-piccole, è riconoscibile per le corna a spirale dei maschi adulti. Nel manto invernale è ben visibile una macchia bianca ai lati del dorso ("sella"). Gregario, tende a vivere in gruppi separati secondo il sesso gran parte dell’anno. Pur avendo un rumine da pascolatore, può diventare facilmente un brucatore. Estremamente rustico e frugale, si adatta a vivere anche in praterie d’altitudine di scarsa qualità o in calanchi improduttivi. Il culmine degli amori è in ottobre-novembre. Intorno ad aprile le femmine partoriscono uno o due agnelli. E’ risultato particolarmente sensibile alla predazione del lupo.
 
Status e distribuzione 
Presente in modo irregolare nella penisola, con alcuni nuclei più consistenti in Piemonte, Veneto e Toscana (Carnevali et al. 2009).  
In Emilia-Romagna la specie presenta nuclei di una certa significatività soprattutto nel Reggiano. Qui è segnalato sia nella fascia montana, sia in quella collinare. In montagna frequenta soprattutto l'alto crinale di confine con la Toscana, nel tratto appenninico orientale e centrale della provincia; in prevalenza gli animali derivano dall'espansione del nucleo introdotto in Garfagnana dal Corpo Forestale dello Stato, anche se non sono mancate introduzioni da parte dell'Amministrazione Provinciale di Reggio. Una popolazione piuttosto consistente vive nel comune di Vezzano sul Crostolo: frutto di alcune fughe da un recinto, ha potuto crescere fino agli attuali livelli grazie alla protezione accordata da una zona di ripopolamento e cattura. Un piccolo nucleo, traslocato negli anni scorsi dalla collina reggiana, si è insediato stabilmente presso il M. Ventasso.  
Nel Bolognese esiste un nucleo nel tratto appenninico occidentale, nell'area intorno al torrente Silla (comuni di Lizzano, Porretta e Granaglione): deriva dall'espansione della popolazione introdotta dal Corpo Forestale nell'Alto Pistoiese (Maresca) e segnalata sull'altro versante a partire dalla fine degli anni '60.   
Nel Modenese gli avvistamenti sull'alto crinale sono andati rarefacendosi e sembrano non rappresentare presenze stabili ma semplici incursioni di gruppi e singoli individui dalle province vicine (Reggio, Lucca, Pistoia e Bologna).  
Nel Parmense vi sono segnalazioni presso Tornolo (comune di Borgo Taro), dopo la fuga da un recinto privato nel 1988.  
Il nucleo forlivese del Casentino, che pareva si fosse estinto intorno al 1992, sembra sopravvivere con pochissimi esemplari presso Poggio Cornacchia, nell’alto crinale di confine con la Toscana. In questa area il popolamento di mufloni introdotto da K. Simon intorno al 1870 era già stato decimato durante l'ultima guerra (Crudele 1988).   
Tutti i nuclei appenninici sono presenti all’interno di aree protette. Le popolazioni di alto crinale hanno consistenze variabili in ragione dell’uso variabile dei due versanti (emiliano e toscano). Si stima una consistenza complessiva in regione di circa 460 capi (su una superficie totale stimata in 120 kmq); 300 esemplari sono presenti nella provincia di Reggio Emilia.
 
Distribuzione del muflone
Muflone - distribuzione
 
Linee di gestione 
Come si è visto il muflone è una specie estranea alla fauna originaria dell'Emilia-Romagna e proviene dall'arcipelago sardo-corso. Secondo l'ipotesi più accreditata, l'attuale muflone deriverebbe da una antica forma domestica di pecora, importata in epoca neolitica dall'Asia Minore in Sardegna, successivamente abbandonata e rinselvatichita (Poplin 1979, Masseti e Vianello 1991, Vigne 1992). La forma selvatica originaria (Ovis orientalis) vive nelle montagne tra Turchia e Iran.  Le attuali popolazioni introdotte in regione risultano disperse e localizzate, con un areale complessivo assai circoscritto.   
Nello spirito di una gestione improntata a riequilibrare le presenze di Ungulati favorendo le specie autoctone, si deve innanzitutto evitare la creazione di nuovi insediamenti di muflone. Inoltre va contrastato l'incremento demografico e distributivo, individuando in ambito regionale gli eventuali nuclei per i quali attuare una gestione conservativa.
 
Muflone 
Foto: Luciano Cicognani
 
 
 
 
 
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