Regione Emilia-Romagna 
ASSESSORATO AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITA' FAUNISTICO-VENATORIE.
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Indice generale
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GABBIANO CORALLINO Larus melanocephalus
Caratteristiche generali 
Lungh. 36-38 cm, apertura alare 92-100 cm, peso: 217-388 g. Sessi simili, abiti stagionali diversi, specie monotipica a distribuzione mediterraneo-pontica. Gabbiano di medie dimensioni dal caratteristico cappuccio nero che scende fino al collo, il corpo è interamente bianco con copritrici alari tendenti al grigio perla. Becco e zampe color corallo, l’occhio è contornato da una linea bianca che spicca sul nero del cappuccio. In volo è riconoscibile per l’ala completamente candida (a distanza). 
In Emilia-Romagna è una specie migratrice regolare, nidificante, svernante parziale.  
Distribuzione e status 
L’areale riproduttivo in Europa è molto frammentato e si estende dalla Gran Bretagna al Baltico al Mar Caspio occidentale; oltre il 90% della popolazione europea nidifica in Ucraina sulle coste del Mar Nero; i siti dell’Europa centro-occidentale sono stati colonizzati a partire dagli anni ’80.  
La stima più recente della popolazione nidificante in Europa è di 120.000-320.000 coppie concentrate prevalentemente in Ucraina (100.000-300.000 cp), Russia (3.000-10.000 cp), Turchia (4.900-5.500 cp), Francia (2.280-2.300 cp) e Italia (1.980 cp nel 2000) (BirdLife International 2004). L’Italia è stata colonizzata nel 1978 con 25 coppie insediate nelle Valli di Comacchio (Angle et al. 1978); negli anni successivi la popolazione è gradualmente aumentata (40 cp nel 1979, 60 nel 1980, 90 nel 1981). Dal 1982 la specie ha colonizzato anche Valli Bertuzzi, inizialmente con due coppie (91 nel 1983, 101 nel 1984), e negli anni successivi la popolazione era suddivisa circa al 50% tra Valli di Comacchio e Valli Bertuzzi. Negli anni ‘90 vi sono state nidificazioni anche in Puglia, nelle Pialasse ravennati, nella Salina di Cervia (RA), in Laguna di Venezia e dal 2001 nel Delta del Po veneto. La stima più recente della popolazione italiana è di 1.998-2.098 coppie nel 2002 (Serra e Brichetti 2005) di cui 1.098 nelle Valli di Comacchio e 900-1.100 nella Salina di Cervia. Censimenti effettuati dal Parco del Delta del Po Emilia-Romagna nel periodo 2004-2006 indicano che la popolazione nidificante in Emilia-Romagna fluttua attorno a 2.500 coppie. In particolare nel comprensorio di Comacchio (FE-RA) e in Valli Bertuzzi (FE) vi è stato tra il 2004 e il 2006 un consistente incremento della popolazione nidificante (da 1.661-1.861 a 2.649 coppie) ripartita nelle Valli Bertuzzi, nelle Valli di Comacchio, e dal 2005 anche nella Sacca e nelle Vene di Bellocchio. 
L’areale di svernamento interessa solo marginalmente il Mediterraneo occidentale. La specie era rilevata irregolarmente con alcuni soggetti singoli o in numero minimo fino agli anni ‘90; le osservazioni sono divenute  più frequenti (49 ind. nel gennaio 2004 e 28 ind. nel gennaio 2006) da quando si è iniziato, nell’ambito dei censimenti invernali, a censire sistematicamente anche i litorali marini (archiv. AsOER). I movimenti migratori avvengono in agosto-metà novembre e a metà febbraio-maggio.
Vocazione 
In Emilia-Romagna nidifica in colonie sia monospecifiche sia con altri Charadriformi su dossi e barene coperti in genere da vegetazione alofila in lagune, valli salmastre e saline. Per l’alimentazione frequenta, oltre alle zone umide, le acque marine e le zone coltivate circostanti le zone umide, in particolare prati da sfalcio, medicai, risaie. Le tipologie ambientali utilizzate dalla specie in periodo riproduttivo sono quelle riportate alle lettere E, F, G (vedi Tabella).
Fattori limitanti 
A livello europeo lo stato di conservazione della popolazione è considerato sicuro (BirdLife International 2004). In Emilia-Romagna i fattori limitanti più significativi per la popolazione nidificante sono costituiti dalla sommersione dei nidi in seguito a piogge, tempeste e a manovre idrauliche in saline e valli salmastre, dalla predazione dei pulli e delle uova principalmente da parte del Gabbiano reale ma anche di corvidi, ratti e cani, dal disturbo antropico (turisti, fotografi, ….), dalla scarsità di siti adatti alla nidificazione a causa anche della competizione da parte del Gabbiano reale che si insedia prima, dalla contaminazione da metalli pesanti e pesticidi.
Gabbiano corallino nidificante
Gabbiano corallino fuori
Gabbiano corallino
 
 
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