Regione Emilia-Romagna 
ASSESSORATO AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITA' FAUNISTICO-VENATORIE.
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Indice generale
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MARANGONE MINORE Phalacrocorax pygmeus
 
 
Caratteristiche generali 
Lungh. 45-55 cm, apertura alare 80-90 cm, peso 565-870 g. Sessi simili; abiti stagionali e giovanili differenziati. Specie monotipica a distribuzione euroturanica. Riconoscibile dal Cormorano e dagli altri Phalacrocoracidi  per le ridotte dimensioni e per il collo e il becco corti. 
In Emilia-Romagna è una specie parzialmente sedentaria e nidificante, migratrice regolare e svernante. 
Distribuzione e status 
L’areale di distribuzione si estende dai Balcani alle coste del Mar Caspio e all’Irak. Per il Paleartico occidentale è stimata una popolazione di 28.000-39.000 coppie (BirdLife International 2004) la maggior parte delle quali sono concentrate nel delta del Danubio, in Serbia, Montenegro, Grecia e in Azerbaijan.  Dopo un forte declino negli anni ‘50 la specie ha rioccupato siti di nidificazione tradizionali in Ungheria, Bulgaria e Russia e recentemente ha creato nuove colonie in Slovacchia. 
La nidificazione in Italia è stata accertata per la prima volta da Fasola e Barbieri (1981) nel 1981 a Punte Alberete; questo sito rappresenta la propaggine più occidentale dell’areale riproduttivo. Dopo un decennio di assenza la specie è tornata a nidificare nello stesso sito nel 1994 (3 nidi) (Volponi e Emiliani 1995) e nel 1995 è stato rilevato come nidificante nella Laguna nord di Venezia (Brichetti e Cherubini 1996) e negli anni successivi in altre località del Veneto e nel 2006 anche in Puglia.  
In Emilia-Romagna l’unico sito riproduttivo sino ad ora accertato è il complesso Punte Alberete-Valle Mandriole mentre come svernante e migratrice la specie è presente regolarmente (sebbene rara) in numerose zone umide costiere ed occasionalmente anche in zone umide dell’interno nel Ferrarese (Valli di Ostellato e Valli di Argenta) e nella pianura bolognese.  
La consistenza della popolazione nidificante in Emilia-Romagna era di 90-100 coppie nel 2002 (Serra e Brichetti 2005) che rappresentano la maggior parte della popolazione nidificante italiana (118-128 coppie nel 2001 - Brichetti e Fracasso 2003); il trend della popolazione è in forte incremento e nel 2004 sono state censite nel complesso Punte Alberete-Valle Mandriole 649 coppie (www.parcodeltapo.it). 
Al di fuori del periodo riproduttivo il numero di individui presenti in ogni periodo dell’anno nelle zone umide costiere del Ravennate e del Ferrarese è andato aumentando in relazione all’aumento della popolazione nidificante a Punte Alberete-Valle Mandriole e all’utilizzo di quest’ultimo sito anche come dormitorio: oltre 662 individui  nel gennaio 2006 (M. Bonora – archiv. AsOER). Nel Ferrarese risulta migratore regolare ed estivante dagli anni ’90 e svernante regolare dal 2003; presente attualmente in ogni periodo dell’anno nelle zone umide costiere. Dal 2003 al 2006 le zone maggiormente frequentate al di fuori del periodo riproduttivo sono le Pialasse e le Valli Ravennati, le Vene di Bellocchio, le Valli di Comacchio meridionali ed un consistente incremento delle presenze è in atto in Valle Bertuzzi (FE) e nella Sacca di Goro (FE).
Vocazione 
Le aree vocate per la nidificazione della specie sono costituite da boschi planiziali igrofili e ripariali all’interno o ai margini di zone umide con acqua dolce o salmastra dove nidifica in colonie, spesso con ardeidi (tipologie ambientali A e B della  Tabella con superficie complessiva superiore ai 50 ha). Al di fuori del periodo riproduttivo è presente con maggiore frequenza anche nelle valli e nelle lagune salmastre.
Fattori limitanti 
La specie è classificata da BirdLife International come SPEC 1 (specie globalmente minacciata con popolazione concentrata in Europa) ma, in considerazione del fatto che le popolazioni delle aree più importanti in Europa (Romania e Azerbaijan) sono stabili o in incremento, lo stato di conservazione della popolazione è considerato sicuro (BirdLife International 2004). In Emilia-Romagna la specie risente dell’abbattimento accidentale di esemplari nell’ambito dei piani di controllo del Cormorano, del bracconaggio e del disturbo nei siti di nidificazione causato da fotografi e curiosi. In particolare il disturbo causato dall’attività venatoria in periodo invernale potrebbe ostacolare l’insediamento della specie in zone potenzialmente adatte del Ferrarese e del Bolognese. La frammentazione e la trasformazione degli habitat di nidificazione costituiscono a medio e lungo termine i principali fattori limitanti per il consolidamento e l’espansione della popolazione in Emilia-Romagna.
Marangone minore
 
 
 
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