Regione Emilia-Romagna 
ASSESSORATO AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITA' FAUNISTICO-VENATORIE.
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Indice generale
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STROLAGA MEZZANA Gavia arctica
 
 
 
 
Caratteristiche generali 
Lungh. 58-73 cm, apertura alare: 110-130 cm, peso 1.190-3.280 g. Sessi simili, abiti stagionali e giovanili differenziati. Specie politipica a distribuzione oloartica. Di taglia intermedia tra S. minore e S. maggiore, può essere confusa con queste in abito invernale. A differenza della S. minore il becco è tenuto orizzontalmente e quando è in acqua ha una macchia bianca netta tra la coda e il ventre al di sopra della linea di galleggiamento. Può essere distinta dalla S. maggiore dalla colorazione più chiara delle cosce; i caratteri distintivi della specie sono prevalentemente biometrici, in particolare la dimensione del becco, la taglia, la lunghezza dell’ala e del dito mediano. 
In Emilia-Romagna è una specie migratrice regolare e svernante. 
Distribuzione e status 
L’areale riproduttivo comprende l’Eurasia settentrionale, con due sottospecie, e l’America settentrionale, con una sottospecie considerata da alcuni Autori specie a sé, tra il 55° ed il 75° parallelo. E’ assente in Islanda. In periodo invernale la sottospecie nominale, tipica del nord Europa, frequenta le coste del Mediterraneo con presenze scarse ma regolari così da risultare la più frequente delle Strolaghe osservabili in Italia. Le segnalazioni provengono prevalentemente da zone costiere, deltizie, lagunari, lacustri e da alvei fluviali di grande portata soprattutto nell’Alto Adriatico e nell’Alto e Medio Tirreno. Le presenze iniziano da fine ottobre e terminano all’inizio di febbraio ma non mancano sporadiche segnalazioni, specialmente in passato, fuori da questo periodo. 
In Emilia-Romagna la specie è stata segnalata con una certa regolarità alle foci del Po, lungo il litorale ed anche in mare a considerevole distanza dalle coste. La marcata presenza della specie in ambienti ad acqua salata o salmastra non sembra dovuta ad una preferenza ecologica ma alla mancanza di laghi grandi e profondi come dimostrano le frequenti osservazioni in laghi subalpini e vulcanici caratteristici di altre regioni. Negli inverni più recenti la specie è stata segnalata occasionalmente nel Modenese e nel Reggiano. Considerato che le strolaghe frequentano tratti marini soggetti a scarso monitoraggio ed è probabile che alcune presenze siano sfuggite al rilevamento o siano state sottostimate, i dati disponibili in periodo invernale e in particolare quelli dei censimenti degli uccelli acquatici svernanti nel periodo 2000-2006 permettono di stimare una presenza inferiore a 10-15 individui svernanti (archiv. AsOER).
Vocazione 
Le tipologie ambientali frequentate dalla specie in periodo non riproduttivo in Emilia-Romagna sono quelle descritte alle lettere E, F, Q (vedi Tabella) e le aree marine costiere.
Fattori limitanti 
A livello europeo  lo stato di conservazione della popolazione è considerato provvisoriamente vulnerabile poiché la popolazione europea è relativamente piccola e soggetta ad un marcato decremento nel periodo 1970-1990; anche nel periodo 1990-2000 è continuata la diminuzione delle maggiori popolazioni europee (BirdLife International 2004). Sono noti come fattori limitanti nelle aree di svernamento e migrazione gli abbattimenti illegali, il disturbo causato dall’attività venatoria nelle lagune costiere durante il periodo di presenza della specie, la cattura accidentale nelle reti da pesca e la contaminazione da idrocarburi.
 
 
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