Regione Emilia-Romagna 
ASSESSORATO AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITA' FAUNISTICO-VENATORIE.
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Indice generale
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GERMANO REALE Anas platyrhynchos
Caratteristiche generali 
Lungh. 50-65 cm, apertura alare 81-98 cm, peso 600-1.490 g. Sessi differenziati (dimorfismo sessuale accentuato e maschi mediamente più grandi). Abiti stagionali e giovanili differenziati. Specie politipica (7 sottospecie) a distribuzione oloartica. Anatra di superficie di grandi dimensioni facilmente identificabile; la specie con la quale può essere più facilmente confusa, specialmente le femmine, è la Canapiglia. 
In Emilia-Romagna è una specie sedentaria e nidificante, migratrice regolare e svernante. 
Distribuzione e status 
La specie è ampiamente diffusa nel Palertico e nel Nord America ed è stata introdotta in Australia e in Nuova Zelanda. In Europa nidifica dalle zone delle tundra artica al bacino del Mediterraneo. La stima più recente della popolazione nidificante in Europa è di 3.300.000-5.100.000 coppie concentrate prevalentemente in Russia (1.300.000-1.700.000 cp), Olanda (350.000-500.000 cp), Polonia (200.000-400.000 cp), Finlandia (150.000-250.000 cp) e Svezia (175.000-250.000 cp), (BirdLife International 2004). 
In Italia la specie nidifica in tutte le regioni; è più diffusa nella pianura Padana. Per la popolazione nidificante in Italia nel periodo 1983-86 è stata fatta una stima di 10.000-20.000 coppie (Brichetti  e Meschini 1993), confermata per il periodo 1995-2002 secondo Brichetti e Fracasso (2003), ma sicuramente la popolazione supera le 20.000 coppie. E’ difficile valutare la popolazione nidificante italiana a causa del recente incremento causato da consistenti immissioni a scopo venatorio. In Italia così come in altri Paesi europei il recente incremento della popolazione nidificante sembra essere determinato soprattutto dalle frequenti e consistenti introduzioni di individui allevati per scopi venatori. Queste introduzioni, condotte in modo massiccio in Emilia-Romagna a partire dagli anni ‘80, rendono difficile una corretta valutazione della popolazione nidificante che potrebbe essere di 6.000-7.000 coppie nel 1994-1997 e 10.000-12.000 nel 2003-2004, concentrate soprattutto nel  Ferrarese (3.000-3.400 cp) e nelle altre province emiliane (Tinarelli ined.). 
In Emilia-Romagna frequenta per la riproduzione un’ampia gamma di zone umide, dai canali (anche fossati) con abbondante vegetazione alle lagune costiere e alle saline. La densità su vaste aree è di circa 1-2 coppie/kmq ma in ambienti favorevoli ristretti può raggiungere valori elevati di 1-1,6 covate/ettaro come ad esempio nelle zone umide create ex novo e gestite per la fauna selvatica e in alcuni casi anche valori compresi tra 4 e 6 covate/ettaro ben superiori a quello di 2,6 rilevato da Utmar (1988) in Friuli-Venezia Giulia.  
E’ una delle specie che ha immediatamente frequentato, anche con elevate concentrazioni, le zone umide realizzate e gestite mediante l’applicazione di misure agroambientali comunitarie dove il successo riproduttivo delle coppie nidificanti è in genere buono grazie al divieto di effettuare trinciature e sfalci fino ad agosto; la popolazione nidificante stimata nelle suddette zone umide è stata di 1.400-1.800 coppie nel 2002-2003 (14-15% della popolazione regionale); questa popolazione nidificante costituisce sicuramente una parte rilevante anche della popolazione italiana (Marchesi e Tinarelli 2007). 
Elevate concentrazioni in periodo post-riproduttivo sono state rilevate nelle zone umide senza caccia, nelle Valli Bertuzzi negli ultimi anni (15.000-18.000 individui nell’agosto 2006) e nelle zone umide della pianura bolognese (30.000-40.000 individui in agosto-settembre). 
Nell’Europa centrale e meridionale le popolazioni sono in genere sedentarie mentre quelle della Scandinavia e della Russia migrano verso sud fino al bacino del Mediterraneo. In Italia quindi, in periodo invernale, si aggiungono agli individui residenti quelli provenienti da latitudini più elevate (Francia, Repubblica Ceca, Germania, Polonia, Svizzera, Paesi baltici, Russia e Bielorussa).  
Il trend a lungo termine della popolazione svernante è considerato in diminuzione nell’Europa centrale, in apparente incremento nella regione Mediterranea occidentale, stabile nella regione Mediterranea orientale e nel Mar Nero (Wetlands International 2006). 
Sulla base dei censimenti degli uccelli acquatici svernanti coordinati dall’INFS la popolazione presente in gennaio in Italia nel periodo 1995-2002 è stata stimata in 70.000-120.000 individui (Brichetti e Fracasso 2003).  
I risultati dei censimenti degli uccelli acquatici svernanti svolti in gennaio in Emilia-Romagna indicano per il periodo 2004-2006 una popolazione variabile tra 32.000 (2004) e 65.000 (2006) individui (archiv. AsOER), con un marcato trend di incremento dagli anni ’90, concentrati principalmente nelle zone umide ferraresi (12.000-29.500 individui), bolognesi (6.400-13.400 individui), parmensi e modenesi. La specie rientra tra quelle per le quali i valori rilevati durante i censimenti invernali sono talvolta solo indicativi dell'ordine di grandezza della consistenza reale a causa della presenza di individui anche al di fuori delle zone umide censite (corsi d’acqua e piccoli bacini lontano dalle zone umide principali) e/o di difficoltà di censimento (zone umide con densa copertura vegetale che impedisce il censimento esaustivo degli individui presenti).
Vocazione 
E' una specie molto adattabile e pronta ad usare un’ampia gamma di zone umide, dai corsi d’acqua (anche fossati) con abbondante vegetazione alle lagune costiere e alle saline. Le zone umide preferite per la riproduzione sono quelle con acque basse, stagnanti o poco correnti, con ricca vegetazione sommersa, galleggiante e sulle sponde, compresi maceri e canali. Al di fuori del periodo riproduttivo frequenta tutte le tipologie di zone umide, preferibilmente quelle con vegetazione ripariale rigogliosa. 
Tutte le tipologie ambientali (vedi Tabella) sono frequentate durante il periodo riproduttivo. Le tipologie ambientali frequentate al di fuori del periodo riproduttivo sono quelle descritte alle lettere A, C, E, G, H ed inoltre quelle descritte alle lettere B, C, D, F, I, L, O con superficie maggiore di 5 ha per elemento CTR.
Fattori limitanti 
A livello europeo lo stato di conservazione della popolazione è considerato sicuro (BirdLife International 2004). In Emilia-Romagna i principali fattori limitanti per la specie durante il periodo riproduttivo sono costituiti dallo sfalcio/trinciatura della vegetazione delle rive dei canali gestiti da Consorzi di bonifica e di argini di zone umide, dal prosciugamento delle zone umide. Dopo il prelievo venatorio, il saturnismo causato dall’ingestione di pallini usati per la caccia è una delle principali cause di morte diretta e indiretta. La specie è soggetta anche ad un forte inquinamento genetico in seguito alla massiccia immissione di individui appartenenti a ceppi di germani reali selezionati per l’allevamento rurale (individui solitamente di taglia maggiore con macchie bianche nell’abito dei maschi) i quali, accoppiandosi con individui selvatici, provocano degenerazioni del patrimonio genetico e conseguentemente delle caratteristiche morfologiche, ecologiche ed etologiche (incapacità di migrare) della specie (Fog 1964 e 1971, Burger 1975).
Germano reale nidificante
Germano reale fuori
Germano reale
 
 
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