ATLANTE DEGLI UCCELLI NIDIFICANTI NELLA CITTA’ DI FORLI’

Ogni giorno ognuno di noi, nel corso della sua normale giornata, vede uccelli intorno a se: nelle strade, sui tetti, nei viali, nei giardini e nei parchi delle nostre città.

In primavera, durante il periodo della riproduzione, non solo li vediamo, ma soprattutto li possiamo ascoltare: i canti degli uccelli (alcuni dei quali di sorprendente bellezza) risuonano ovunque, dalle zone di periferia fino alle aree più integralmente edificate dei centri storici. Un intero mondo animale ricco e diversificato è presente in città: decine di specie di uccelli che condividono con noi l’ambiente nel quale trascorriamo la maggior parte della nostra vita.  Quali sono questi ospiti? Dove vivono di preciso? Quali ambienti urbani hanno potuto fungere da “sostituti” degli ambienti naturali originariamente frequentati?

Per rispondere a queste domande e per favorire la conoscenza della presenza e distribuzione di questi nostri ospiti nella città di Forlì è in costruzione questa “web mapping application” tratta dall’Atlante degli uccelli nidificanti della città di Forlì, basato su accurate e capillari ricerche su campo e concepito come un semplice strumento di esplorazione ed interpretazione del nostro territorio.

Nella Web Mapping Application è possibile visualizzare la comparazione delle mappe delle specie nidificanti nella città di Forlì nel primo triennio di studio 2004-2006 con il triennio 2015-2017.

Link all’applicazione: Atlante delle specie nidificanti nella Città di Forlì

L’Atlante degli Uccelli nidificanti a Forlì propone a livello divulgativo la sintesi di una grande mole di dati rilevati su campo con metodologie
standardizzate: è uno strumento scientifico ma anche una proposta per acquisire conoscenze di base, un invito ed una guida alla osservazione, uno stimolo alla curiosità di sapere.

Le città sono ambienti relativamente recenti per la fauna: sono state create dall’uomo e da allora si sono ingrandite, sottraendo spazi sempre più ampi agli habitat naturali.  Il fenomeno ha avuto una forte accelerazione nell’ultimo secolo, in particolare nel mondo occidentale, in concomitanza con il generalizzato insediamento di quasi tutti gli uomini all’interno delle città: si calcola che oltre il 40% della popolazione mondiale vive in città e che in Europa tale percentuale salga fino all’80%. L’aumento della popolazione urbana porta all’aumento delle dimensioni delle città, alla conseguente scomparsa di habitat preesistenti ed alla comparsa di habitat nuovi, mai esistiti prima e pertanto “strani” per la fauna: le aree ad altissima concentrazione di edifici, le aree residenziali con giardini e verde urbano, le aree industriali, i parchi. Questi ambienti “nuovi” non fanno parte del mondo naturale nel quale le specie animali si sono evolute; sono isole inesplorate, con caratteristiche peculiari ed in evoluzione continua. La scomparsa degli habitat preesistenti porta naturalmente alla scomparsa di molte specie, adattate a tali habitat. Tuttavia, come ci insegna l’ecologia animale, ogni ambiente è un potenziale attrattore per tutte le specie in grado di occuparlo e di “sfruttarlo” per vivere; pertanto la crescente disponibilità di ambienti urbani ha portato ad una vero e proprio fenomeno di colonizzazione di specie animali, che ha generato un intero nuovo settore di studi ecologici.

Nell’ambito dei vertebrati, gli uccelli sono quelli che più rapidamente hanno colonizzato i nuovi ambienti urbani, in ciò naturalmente favoriti dalla peculiare facilità di movimento data dal volo e dalla conseguente capacità di superare barriere geografiche ed ostacoli di ogni genere.

Link all’applicazione: Atlante delle specie nidificanti nella Città di Forlì

AREA DI STUDIO

La ricerca ha riguardato il territorio della città di Forlì ed i suoi immediati dintorni; nella figura è rappresentata l’area indagata con la griglia di rilevamento formata da 177 celle di 500 m di lato (25 ettari) per un totale di 44,25 kmq.

Forlì Open Street Map

Il territorio considerato ha come confini naturali il corso dei fiumi Ronco ad Est e Montone-Rabbi a Ovest, con un’espansione oltre il Montone per includere il popoloso quartiere della Cava; a Nord il confine è rappresentato da una linea che congiunge la Cava con le frazioni dell’Ospedaletto e di Bagnolo; a Sud il confine corre all’altezza dell’aeroporto con un prolungamento fino alla frazione di Grisignano.

Forlì World Imagery

Nell’area sono comprese varie tipologie d’ambiente:

Zone edificate: corrispondenti a circa 21,9 kmq che includono:

1) Centro storico: è la parte antica della città racchiusa entro il perimetro che ricalca l’andamento delle abbattute mura di cinta, dove si trovano gli edifici storici e le abitazioni sono addossate e raggruppate in isolati.

   2) Zona residenziale moderna: vi sono incluse due aree distinte:

2a) area residenziale contigua al centro storico: è la parte interessata dall’espansione edilizia avvenuta senza soluzione di continuità, sviluppata verso Sud-Est, e che ha inglobato progressivamente alcune frazioni (Bussecchio, Cà Ossi). È caratterizzata principalmente da ville unifamiliari, villette a schiera, condomini. Vi sono rimaste incluse le zone industriali dismesse, oggetto di interventi di riqualificazione in parte ultimati (Forlanini – Orsi Mangelli), in parte in corso (Bartoletti, Foro Boario-Via Pandolfa), oppure ancora in abbandono (zuccherificio Eridania).

2b)  aree residenziali di periferia: zone edificate alternate a residue aree coltivate, rappresentate da nuclei urbani più o meno estesi, corrispondenti alle diverse frazioni: Cava, Ronco, Ospedaletto, S. Martino in Strada, Romiti, Coriano, Grisignano, Vecchiazzano, S. Varano. La struttura è la stessa dell’area residenziale.

3) Verde urbano: superfici più o meno vaste di verde inserite nel contesto urbano o nell’immediata periferia. Alcune sono costituite da zone di vecchio impianto con alberi maturi, come i Giardini Pubblici (Parco della Resistenza), i parchi dell’ex e del nuovo ospedale, della Rocca di Ravaldino, dell’ex brefotrofio (Centro Educazione Ambientale di Via Andrelini); altre più recenti ed in fase di sviluppo: parco urbano F. Agosto, impianti sportivi (stadio, tiro a segno, Ronco lido, Buscherini, ex collegio aeronautico, Cava, Vecchiazzano), parchi di periferia (Via Bengasi, Via Dragoni, Cà Ossi, Romiti), giardini privati; ed anche aree industriali dismesse (ex zuccherificio Eridania). Vi sono inclusi due laghetti urbani di una certa dimensione: Via Bengasi, parco urbano.

4)  Zone industriali ed artigianali: agglomerati di fabbriche, capannoni per attività artigianali e commerciali, impianti di depurazione e incenerimento, sviluppati principalmente nell’area di Coriano e, con nuclei più ridotti, nelle zone di S. Martino in Strada, di Vecchiazzano, della Cava.

Aeroporto: esteso su circa 1,9 kmq.

5) Zona aeroportuale: rappresentata dall’aeroporto L. Ridolfi e dal polo aeronautico adiacente. I terreni ai lati della pista, privi di strutture arboree, formano ampie superficie prative utilizzate per la fienagione.

Zone agricole: comprendenti circa 19,3 km.

Zone ai margini degli abitati con attività agricole ancora rilevanti, dislocate soprattutto a valle della Via Emilia e ai bordi delle aste fluviali. Classificabili in due grandi categorie:

6) Seminativi: colture cerealicole, foraggere, orticole che interessano circa il 70% della superficie agricola complessiva.

7) Frutteti: colture arboree che coprono il restante 30% della superficie agricola.

Alvei fluviali: estesi per circa 1,2 Kmq. Il territorio è interessato dal corso di tre fiumi: ad Ovest il Montone nel quale confluisce il suo affluente Rabbi all’altezza del nuovo ospedale, ad Est il Ronco. Lo sviluppo degli alvei è complessivamente di circa 18 km.

Sintesi dei risultati

2018-07-13T10:18:36+00:00