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Status
Popolazione italiana con fluttuazioni o in deciso decremento, stimata tra 700 e 1200 coppie, distribuite in particolare nelle regioni settentrionali intorno ai laghi prealpini e principali aste fluviali, nelle Maremme toscane e laziali, in Puglia e Basilicata (Brichetti e Fracasso 2003).
Poco comune nella Pianura Padana a sud del Po (Meschini e Frugis 1993; Brichetti e Fracasso 2003). Definito migratore regolare e nidificante irregolare dalla check-list dell’Emilia-Romagna (Bagni et al. 2003), è specie ad Alta priorità di conservazione secondo la Lista Rossa regionale (Gustin et al. 1997).
I dati storici disponibili per la Pianura padana (Aldrovandi 1599; Ginanni 1774) pur nella difficoltà di confronto delle denominazioni di epoche antecedenti la tassonomia attuale, fanno credere che la specie non sia mai stata comune negli ultimi secoli.
Popolazione dell’Emilia-Romagna già stimata intorno a 5-30 coppie (Chiavetta 1992); la consistenza attuale è sicuramente inferiore alle 10 coppie (AsOER 2007).
Nidifica nelle aree planiziali, particolarmente nelle golene e in prossimità dei principali corpi idrici. In assenza di vegetazione igrofila spontanea può utilizzare anche pioppeti coltivati.
Dati sufficientemente documentati riportano sporadiche e irregolari nidificazioni in varie province. A Piacenza è stato osservato nidificante lungo il Po nel 1984 (Battaglia, com.pers). A Parma è riportato nidificante irregolare con un numero massimo di 1-3 coppie per anno (Ravasini 1995). A Reggio Emilia nel 2005 ha nidificato in un pioppeto coltivato, successivamente abbattuto. Una nidificazione si è avuta anche l’anno successivo a qualche chilometro di distanza. A Bologna una coppia negli anni ’80 ha nidificato per più stagioni successive nella golena del Reno presso Sasso Marconi (B.Leoni, com.pers); nel 2011 una nidificazione è stata accertata in una zona umida nel comune di Malalbergo (M.Colombari, oss.pers.); individui quantomeno estivanti sono osservati frequentemente intorno alle zone umide di Molinella. A Ferrara una coppia ha nidificato nel Bosco della Mesola presso la foce del Po di Volano (Passarella 1996) ed un’altra ha nidificato in Val Campotto nel 2011 (P.Gallerani, oss.pers.). A Ravenna è documentata una nidificazione del 1954 nella Pineta di S.Vitale (Brandolini 1961). Nel Riminese negli anni ‘80 sono riferiti casi ripetuti di estivazione che potrebbero essere interpretabili come nidificazione eventuale (Foschi e Gellini 1987). Complessivamente sono note 22 nidificazioni (da eventuali a certe) avvenute tra il 1954 e il 2011 in 8 diverse località (AsOER 2007), alle quali vanno aggiunte le due recenti del 2011 (BO-FE).
La presenza di individui estivanti di cui non si accerta l’attività riproduttiva è più consistente nelle province occidentali della Regione e in prossimità del Po per la maggior vicinanza alla popolazione nidificante presente in Lombardia e Veneto. Per altre aree, tra cui la provincia di Bologna, il fenomeno è in regresso rispetto a uno-due decenni fa probabilmente in conseguenza della contrazione delle vicine popolazioni della pianura lombarda (Mason et al. 1999).
Gli individui in migrazione sono stimati da Chiavetta (1992) in alcune migliaia. Tuttavia finora non sono state evidenziate vie importanti per questo rapace in Emilia-Romagna. Pochi individui osservati lungo la costa adriatica nel corso di un campo di osservazione primaverile nel 2005 presso Volano (Premuda, in stampa) ed altri nelle valli a sud di Parma e di Bologna (Premuda et al. 2006). Osservazioni mirate alla migrazione post nuziale dei rapaci in vallate dell’Appennino romagnolo (Bonora et al. 2005) non hanno evidenziato il passaggio di questo migratore.
Vi sono infine rari casi di svernamento avvenuti nella Bonifica del Mezzano (FE) e nell’Oasi dell’ex risaia di Bentivoglio (BO).
Le aree golenali in cui nidifica sono soggette a frequenti lavori idraulico-forestali e trasformazioni con l’eliminazione della vegetazione naturale per l’impianto di pioppeti artificiali soggetti a pratiche colturali. In un caso nel 2005 si è ottenuto di differire l’abbattimento di un pioppeto fino all’involo dei pulli (L.Bagni, com.pers). In un caso una coppia che nidificava in una proprietà demaniale è stata definitivamente allontanata a causa della costruzione di strutture recettive per l’accesso dei visitatori.
La frequentazione di discariche di rifiuti urbani espone gli individui ad avvelenamento da prodotti impiegati in tali impianti per il controllo dei roditori.
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