|
Status
Definito migratore regolare e nidificante dalla check-list dell’Emilia-Romagna (Bagni et al. 2003), è specie rara, con coppie isolate distribuite in pochi siti secondo la Lista Rossa regionale (Gustin et al. 1997).
In Emilia-Romagna è stimata una popolazione inferiore alle 20 coppie (Chiavetta 1992) o di 5-10 coppie (Gustin et al. 1997) che nidificano ad altitudini tra 200 e 800 m. slm.
L’areale di nidificazione certa è limitato alle province occidentali. In provincia di Parma sono state individuate due coppie nel 1990 in rimboschimenti di Pinus nigra a quote di 800-1000 m. s.l.m; successivamente si sono localizzati fino a 7 territori riproduttivi in comprensori di media montagna (Ravasini 1995). A Piacenza è riferita la presenza di 2-7 coppie in ambienti collinari e di bassa montagna. I rimboschimenti artificiali di Pinus nigra rappresentano il sito di nidificazione usuale (Ambrogio et al. 2001; Battaglia 2002). Queste coppie si possono considerare una propaggine della popolazione ligure e toscana, considerando che in Emilia-Romagna la presenza di altre certamente nidificanti più a est non è riportata in letteratura.
La popolazione italiana è stimata in 350-400 coppie concentrate particolarmente nell’Appennino ligure e nelle Alpi Occidentali, Prealpi venete, regioni Tirreniche centrali, Calabria e Basilicata. (Brichetti et al. 1992; Brichetti e Fracasso 2003).
L’intera fascia collinare dell’Emilia-Romagna tra Reggio e Rimini è interessata dalla presenza di estivanti, per lo più subadulti, di cui non si è accertata finora attività riproduttiva (Premuda e Bagni 2003; Ceccarelli 2003). In provincia di Bologna sono presenti mediamente oltre 10 individui che frequentano vallate aperte caratterizzate da calanchi e pascoli tra il torrente Idice e il fiume Santerno. Si possono osservare voli territoriali e apparenti comportamenti di corteggiamento, senza che siano state riscontrate nidificazioni. Sono stati osservati fino a 7 individui, prevalentemente immaturi, in un dormitorio comune occupato per più anni successivi (Premuda 2004). Più ad est la presenza è regolare tra le valli di Senio-Marzeno-Samoggia ed ancora più ad est nelle basse colline tra Bidente-Savio e Marecchia.
I flussi migratori attraverso la regione sono definiti scarsi e dell’ordine di 300 individui (Chiavetta, 1992), valore probabilmente sovrastimato. Le vie principali di migrazione infatti interessano l’Italia peninsulare lungo la costa Tirrenica con un passaggio di molte centinaia di individui (Agostini et al. 2004) mentre il flusso che segue l’Adriatico è trascurabile (Borioni 1993; Pandolfi e Sonet 2006).
|