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Status
In parte sedentario, migratore regolare, svernante.
L’attuale distribuzione regionale appare ampliata decisamente rispetto ai dati della Carta del 1999: la specie risulta presente in 130 tavole (74,3% del totale) contro le 73 di allora; il miglioramento deriva dall’acquisizione di nuovi dati dagli atlanti di Piacenza, Bologna, Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini e dai dati inediti di Reggio e Modena.
A parte il miglioramento dei dati pregressi, è da registrare comunque una fase di espansione, soprattutto nelle zone collinari che risultano in pratica completamente occupate; l’espansione riguarda anche nuove zone di pianura, in una vasta zona di campagna a nord di Reggio, Modena e Bologna, e con alcuni casi isolati nell’ambito del Parco del Delta.
Specie legata principalmente ad ambienti boschivi, è in grado di nidificare anche in aree rurali e urbanizzate; da segnalare al riguardo la nidificazione nella periferia urbana di Reggio Emilia (Gustin 2002) e nel centro cittadino di Forlì (Ceccarelli e Gellini 2011).
La nidificazione appare certa o probabile in 110 tavole (62,9%); in particolare viene riportato l’accertamento della riproduzione anche nel Forlivese (che non figurava nella precedente indagine) con 17 tavole. La completa assenza di segnalazioni lungo l’asta del Po, nel Ferrarese, è probabilmente da imputare a carenza di informazioni, visto che nel resto del corso del fiume la presenza è pressoché continua.
La popolazione italiana è stimata in 2.000-4.000 coppie con una generale tendenza all’incremento numerico e all’espansione territoriale negli ultimi due decenni (Brichetti e Fracasso 2003).
E’ probabilmente da rivedere in aumento, almeno nel valore minimo, la valutazione regionale di 300-800 coppie (Chiavetta 1992); stime parziali più recenti indicano 110-130 coppie nel Parmense (Ravasini 1995) e 60-100 coppie nel Bolognese (Tinarelli et al. 2002). Vengono stimati in Regione alcune centinaia di individui svernanti e diverse migliaia di migratori (Chiavetta 1992).
Come tutte le specie dei rapaci, lo Sparviere è esposto a minacce derivanti da azioni dirette (caccia illegale, in particolare per gli individui svernanti) o indirette dell’uomo (uso di pesticidi, elettrocuzione, collisione con cavi aerei o impianti eolici).
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