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Status
Sedentario, migratore irregolare.
L’acquisizione dei dati dell’Atlante di Piacenza (Ambrogio et al. 2001) ha consentito di coprire la zona di quella provincia che risultava scoperta nella Carta del 1999; aggiungendo a ciò il miglioramento della copertura nella parte orientale della provincia di Bologna, i nuovi dati del Reggiano e dei comuni entrati nella provincia di Rimini, il numero delle tavole complessive diventa 138 (78,9 % del totale; erano 108 nella carta precedente), quasi tutte (135) con indicazioni certe o probabili di nidificazione.
A parte i cambiamenti riportati sopra, le due carte di distribuzione sono praticamente sovrapponibili; rimangono vuote tante tavole di pianura coltivata in gran parte del Ferrarese (per le quali non si dispone ancora di sufficienti informazioni) e del Ravennate, altre lungo l’asta del Po, e quelle delle zone rivierasche di Forlì-Cesena e Rimini. Sono zone caratterizzate da estese coltivazioni o da intensa urbanizzazione, con scarse possibilità d’insediamento dell’Allocco, specie tipicamente forestale; ove siano presenti invece formazioni boschive mature, anche la pianura viene colonizzata da questa specie, come appare nelle tavole corrispondenti al Bosco della Mesola e alle pinete ravennati. Da notare tuttavia che nelle zone occidentali della pianura coltivata, da Bologna a Piacenza, viene segnalata una discreta presenza in boschi ripari e parchi (Ravasini 1995; Giannella e Rabacchi 1992); nel Bolognese in particolare però viene evidenziata una minore diffusione nella porzione orientale della pianura verso quelle zone di Ferrara e Ravenna che risultano disertate sulla carta (Tinarelli et al. 2002).
L’Appennino è caratterizzato da una distribuzione continua, dalle zone pedecollinari fino al crinale.
La stima della popolazione italiana è di 30.000-50.000 coppie (Brichetti e Fracasso 2006), quella regionale è di oltre 1000 coppie per Chiavetta (1992), valutazione probabilmente difettosa; localmente vengono indicate 235 coppie nel Parmense (Ravasini 1995), 400-1000 coppie nel Bolognese (Tinarelli et al. 2002). I più alti valori di densità sono registrati nei boschi maturi: 5,4 cp/kmq alla Mesola (Boldreghini et al. 1987), 1,4-2,7 cp/kmq nei castagneti secolari (Ravasini 1995); valori bassi (0,16-0,3 cp/kmq) sono riportati per la pianura coltivata parmense con parchi e boschi ripari (Ravasini 1995).
La distribuzione praticamente invariata nell’ultimo decennio può far supporre una certa stabilità della popolazione regionale.
L’habitat forestale rende questa specie meno esposta ai rischi che riguardano in genere tutti i notturni; in particolare risultano meno frequenti le collisioni con autoveicoli o cavi aerei; negli ambienti di pianura permane elevato il rischio derivato dall’uso dei rodenticidi.
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