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Status
In parte sedentario, migratore regolare, svernante.
La distribuzione attuale indica un deciso miglioramento della copertura in Regione rispetto alla Carta del 1999: le tavole di presenza complessiva sono incrementate da 86 a 138 (78,9% del totale), con indicazione di nidificazione certa o probabile in 126 tavole (72%).
Questo miglioramento è in buona parte da imputare all’acquisizione di nuovi dati forniti dagli atlanti di Piacenza (Ambrogio et al. 2001), di Bologna (Tinarelli et al. 2002), dalle ricerche inedite per Modena e Reggio, e degli atlanti delle province romagnole (Ceccarelli e Gellini 2011; Casini e Gellini 2008); soprattutto in queste ultime una ricerca capillare dedicata a tutti i notturni ha consentito di coprire i vasti vuoti della precedente carta.
Pur tenendo conto di questo, è opinione diffusa che la specie sia in una fase di vera espansione e di recupero dopo la crisi degli anni ‘60-‘70 provocata dall’allora legale e incentivata lotta ai “nocivi” che prevedeva l’abbattimento dei nidi dei Corvidi, pratica che comportava la perdita delle nidiate dei gufi comuni insediati nei nidi vecchi di Cornacchia o Gazza.
La mancanza di dati aggiornati potrebbe giustificare le zone di pianura ancora scoperte nel Ferrarese, mentre i vuoti nel medio ed alto Appennino potrebbero derivare da un’assenza reale; la presenza è infatti molto localizzata sopra i 500-600 m s.l.m.
In Italia sono stimate 6.000-12.000 coppie con trend positivo (Brichetti e Fracasso 2006); l’ultima stima di alcune centinaia di coppie per la popolazione regionale (Chiavetta 1992) appare riduttiva, considerando le valutazioni di 300-350 coppie nel Parmense (Ravasini 1995) e di 150-400 coppie nel Bolognese (Tinarelli et al. 2002). Su 450 kmq della bassa ferrarese sono state censite 85 coppie, con densità media di 0,18 coppie/kmq ed estremi nelle varie zone da 0,06 a 0,35 coppie/ kmq, variazioni che dipendono verosimilmente dalla disponibilità dei nidi di Gazza (Martelli e Sandri 2005). Nel Parmense, in zone golenali del Po con impianti di pioppeti, sono state registrate densità di 0,19-0,4 coppie/kmq (Ravasini 1995).
Nel periodo invernale la popolazione viene aumentata dai migratori che svernano soprattutto nella pianura e nella zona pedecollinare, con contingenti che possono raggiungere le migliaia di individui a seconda degli anni (Chiavetta 1992); particolari raggruppamenti nei dormitori si possono osservare in questi periodi: ad esempio 80 individui assieme nella zona di Zibello (PR) (Ravasini 1995).
Fattori di rischio sono rappresentati dall’uso dei rodenticidi, da elettrocuzione e collisioni con linee aeree, da impatti con autoveicoli, da abbattimenti illegali; in particolare la mortalità dovuta alle linee elettriche vede localmente questa specie come la più colpita (Tinarelli e Tirelli 2003). Il controllo dei nocivi con la pratica di sparare ai nidi dei Corvidi riduce la disponibilità di siti riproduttivi a questa specie che depone comunemente nei nidi vecchi di Cornacchia.
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