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Status
In Italia è specie parzialmente sedentaria, rara e localizzata, distribuita in sole 4 regioni: Toscana (prevalentemente nel Lago di Massaciuccoli), Emilia-Romagna, Umbria e Puglia; l’habitat è rappresentato da zone d’acqua dolce con alternanza di vegetazione elofitica (fragmiteti, tifeti, falascheti) e acque libere. La popolazione nazionale è in decremento ed è stimata in 650-830 coppie nel 2003 (Brichetti e Fracasso 2010).
Per gli anni 1996-2000 esiste una valutazione dettagliata della popolazione regionale (Quaglierini 2001); in totale erano stimate 57-89 coppie (circa 8% della popolazione italiana), distribuite nelle province di Ravenna, Ferrara e Bologna. Nel Ravennate il sito riproduttivo più importante era Valle Mandriole con 30-40 cp nel 1999-2000, in diminuzione rispetto alle 60-80 cp stimate nel 1997 (Gellini e Ceccarelli 2000); altri siti minori a Punte Alberete, Bardello, Volta Scirocco. Nel Ferrarese erano citati Campotto-Valle Santa, Valle Umana, Valle di Gorino, mentre nel Bolognese erano citati Vallazza di Molinella e Cassa del Quadrone. Tranne Valle Mandriole, in tutti i siti la popolazione era stimata da 2 a max 8 coppie. Nello stesso periodo per il Bolognese la stima complessiva era di 20 coppie (Tinarelli et al. 2002).
Nella carta sono rappresentate 8 tavole; 6 corrispondono all’ubicazione dei siti riportati sopra, 2 ad altre zone del Bolognese con osservazioni di maschi in canto (Tinarelli et al. 2002). L’areale regionale si presenta pertanto circoscritto e limitato ad alcune zone della pianura orientale.
Va detto che per Bologna e Ferrara non sono disponibili informazioni più recenti, mentre per Ravenna è stata riscontrata negli ultimi anni una forte diminuzione della popolazione che appare ridotta a 10-15 coppie (Ceccarelli e Gellini 2011) dalle 60-80 degli anni ’90. In particolare si è verificato il drastico abbandono di Valle Mandriole a causa della scomparsa dei folti canneti misti, provocata dalla crescente salinità dell’acqua della valle, deleteria per le piante palustri d’acqua dolce; questa situazione ha probabilmente determinato la parziale colonizzazione di altre zone vicine (Risarina, Volta Scirocco). Altri piccoli insediamenti di 1-2 coppie, nelle vasche dello zuccherificio di Mezzano (Costa 1995) e in un canale interno della pianura lughese (Gellini e Ceccarelli 2000), non sono stati confermati.
L’aumento del contenuto salino delle acque è uno dei fattori di minaccia più gravi, almeno per i siti in vicinanza del mare; altri rischi possono derivare dalla riduzione dei canneti per falciatura o incendio e da sfavorevole gestione dei livelli dell’acqua, operazioni queste negative anche per altre specie acquatiche e che vanno evitate nel periodo riproduttivo.
La specie rientra fra le specie vulnerabili nella Lista Rossa italiana (LIPU e WWF 1999) ed è definita a status indeterminato nella Lista Rossa regionale (Gustin et al. 1997).
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