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Status
Specie nidificante estiva a distribuzione molto frammentaria e localizzata in Italia; l’Atlante italiano degli anni ’80 (Meschini e Frugis 1993) evidenziava i nuclei principali nell’Appennino centrale (Abruzzo, Molise) e meridionale (Calabria), altre piccole colonie nell’Appennino settentrionale (Romagna, Liguria), nelle Alpi centrali (Val d’Aosta e Comasco), in Basilicata e Gargano. In ogni caso l’habitat era costituito da boschi maturi collinari o montani. La popolazione nazionale è stimata in 1.000-3.000 coppie.
La carta di distribuzione regionale rappresenta la situazione nota in base agli ultimi dati disponibili riferiti al periodo 1985-2000: le tavole con indicazione di presenza riproduttiva sono 12 (6,9% del totale) 10 delle quali con nidificazione accertata o probabile. Tuttavia per l’ultimo decennio non risultano segnalazioni.
Queste nel dettaglio le informazioni: nel Parmense (Ravasini 1995) 7 nidificazioni nel 1989, altre 2 nel 1990, tutte in castagneti secolari ad altitudini comprese fra 700 e 950 m; nel Modenese (Giannella e Rabacchi 1992) una coppia nidificante ai margini di un bosco di latifoglie e conifere a 1200 m al Monte Nuda; nel Forlivese (Foschi e Gellini 1987) una coppia nidificante dal 1986 al 1990 (Gellini e Ceccarelli 2000) nell’abetina di Campigna a 1300 m. Un’altra segnalazione, di eventuale nidificazione per l’osservazione di un maschio in canto in un castagneto montano, proviene dal Piacentino (Ambrogio et al. 2002). La presenza riproduttiva è inoltre segnalata nella ZPS M.Rondinaio-M.Giovo nel Modenese (Tinarelli 2005).
Per la coppia del Forlivese va segnalata la particolare ubicazione del sito riproduttivo, posto in un’abetina matura, situazione insolita per una specie considerata tipicamente legata ai boschi di latifoglie; sempre in quel sito era stato peraltro segnalato un precedente caso di nidificazione nel 1941 (Foschi 1986).
La popolazione regionale, sulla cui stabilità non esistono conferme recenti, poteva essere valutata a fine ‘900 in 10-15 coppie; va tenuto presente tuttavia che l’esiguità della popolazione e l’estrema localizzazione dei siti rendono problematico il reperimento delle coppie. La specie è sempre risultata comunque rara anche in tempi storici.
Qualsiasi considerazione protezionistica e gestionale è subordinata ad una migliore conoscenza dello status che è dichiarato indeterminato in Regione (Gustin et al. 1997); il mantenimento dei boschi maturi, in particolare i castagneti secolari, pare comunque una misura estremamente favorevole alla conservazione di questa e tante altre specie nidificanti in cavità arboree.
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