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Status e distribuzione
Presente in modo irregolare nella penisola, con alcuni nuclei più consistenti in Piemonte, Veneto e Toscana (Carnevali et al. 2009).
In Emilia-Romagna la specie presenta nuclei di una certa significatività soprattutto nel Reggiano. Qui è segnalato sia nella fascia montana, sia in quella collinare. In montagna frequenta soprattutto l'alto crinale di confine con la Toscana, nel tratto appenninico orientale e centrale della provincia; in prevalenza gli animali derivano dall'espansione del nucleo introdotto in Garfagnana dal Corpo Forestale dello Stato, anche se non sono mancate introduzioni da parte dell'Amministrazione Provinciale di Reggio. Una popolazione piuttosto consistente vive nel comune di Vezzano sul Crostolo: frutto di alcune fughe da un recinto, ha potuto crescere fino agli attuali livelli grazie alla protezione accordata da una zona di ripopolamento e cattura. Un piccolo nucleo, traslocato negli anni scorsi dalla collina reggiana, si è insediato stabilmente presso il M. Ventasso.
Nel Bolognese esiste un nucleo nel tratto appenninico occidentale, nell'area intorno al torrente Silla (comuni di Lizzano, Porretta e Granaglione): deriva dall'espansione della popolazione introdotta dal Corpo Forestale nell'Alto Pistoiese (Maresca) e segnalata sull'altro versante a partire dalla fine degli anni '60.
Nel Modenese gli avvistamenti sull'alto crinale sono andati rarefacendosi e sembrano non rappresentare presenze stabili ma semplici incursioni di gruppi e singoli individui dalle province vicine (Reggio, Lucca, Pistoia e Bologna).
Nel Parmense vi sono segnalazioni presso Tornolo (comune di Borgo Taro), dopo la fuga da un recinto privato nel 1988.
Il nucleo forlivese del Casentino, che pareva si fosse estinto intorno al 1992, sembra sopravvivere con pochissimi esemplari presso Poggio Cornacchia, nell’alto crinale di confine con la Toscana. In questa area il popolamento di mufloni introdotto da K. Simon intorno al 1870 era già stato decimato durante l'ultima guerra (Crudele 1988).
Tutti i nuclei appenninici sono presenti all’interno di aree protette. Le popolazioni di alto crinale hanno consistenze variabili in ragione dell’uso variabile dei due versanti (emiliano e toscano). Si stima una consistenza complessiva in regione di circa 460 capi (su una superficie totale stimata in 120 kmq); 300 esemplari sono presenti nella provincia di Reggio Emilia.
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