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Caratteristiche generali
Lungh. 42-45 cm, apertura alare 77-80 cm, peso 228-392 g. Sessi con colorazione simile (maschi mediamente più grandi delle femmine). Abiti stagionali e giovanili poco differenziati. Specie monotipica a distribuzione paleartico-afrotropicale. Limicolo di taglia media inconfondibile per il piumaggio bianco e nero e il becco rivolto verso l’alto.
In Emilia-Romagna è una specie migratrice regolare, nidificante e svernante.
Distribuzione e status
Nel Paleartico occidentale nidifica dall’Europa centro-settentrionale al bacino del Mediterraneo e nel Medio Oriente. Dopo il declino avvenuto nel XIX secolo e nella prima metà del XX, in tutti i Paesi le popolazioni risultano in aumento o stabili, ad eccezione di quella del Mar Nero. E’ presente come nidificante anche nei laghi salati interni del Maghreb e della Turchia. La stima più recente della popolazione nidificante in Europa è di 37.100-47.100 coppie concentrate prevalentemente in Olanda (7.000-9.000 cp), Germania (6.100-6.500 cp), Danimarca (4.100-4.600 cp), Spagna (5.420-6.060 cp), Francia (2.500 cp); popolazioni con poco più di un migliaio di coppie sono presenti in Turchia, Italia e Svezia (Thorup 2005).
In Italia nidifica nelle zone umide costiere, principalmente dell’alto Adriatico, della Sardegna, della Puglia e della Sicilia, e con poche coppie anche all’interno della pianura Padana. La stima più recente della popolazione italiana è di 1.873-1.970 coppie nel 1998-1999, con trend della popolazione e dell’areale in incremento (Tinarelli et al. 2005) pari al 20-25% della popolazione nidificante nel bacino del Mediterraneo. In Emilia-Romagna l’Avocetta è tornata a nidificare negli anni ‘40 e da allora la popolazione è andata progressivamente aumentando fino al 1987-1988 (350-480 cp) quando ha iniziato ad avere marcate fluttuazioni interannuali, continuando tuttavia complessivamente ad aumentare: 350-580 coppie nel 1994-1997, 450-600 coppie nel 2001-2006. Dal 1999 ha cominciato a nidificare a Valle Bertuzzi (FE), una zona umida salmastra molto idonea mai utilizzata in precedenza. Le colonie sono soggette a variazioni annuali di ubicazione e consistenza; i siti di nidificazione sino ad ora rilevati sono concentrati nella fascia costiera (Valli e Salina di Comacchio, Valle Bertuzzi, Pialasse Ravennati, Ortazzo, Salina di Cervia). Alcune nidificazioni di poche coppie (complessivamente circa 10) indicano che è in atto una espansione nelle zone umide dell’interno: bacini dello zuccherificio di Ostellato (FE) dal 1992, zone umide ripristinate presso Mirandola (MO) e Oasi di Torrile (PR) dal 1996, Bonifica del Mezzano e Valli di Argenta (FE) dal 2000, zone umide ripristinate a Malalbergo e Bentivoglio (BO) dal 2001.
I quartieri di svernamento delle popolazioni del nord Europa sono situati prevalentemente lungo le coste atlantiche tra la Francia e il Senegal mentre le popolazioni dell’Europa meridionale (Italia inclusa) e del Mar Nero svernano nel bacino del Mediterraneo fino al Marocco e in parte sono residenti. In Italia transitano in migrazione anche individui provenienti dall’Europa centro-settentrionale.
Sulla base dei censimenti degli uccelli acquatici svernanti coordinati dall’INFS la consistenza della popolazione presente in gennaio in Italia è stata stimata di 5.000-7.000 individui per il periodo 1991-2000 (Brichettti e Fracasso 2004). La specie ha cominciato a svernare in Emilia-Romagna dall’inverno 1976-1977 nel comprensorio di Comacchio (Tinarelli 1986 e 1987) e la popolazione, costituita prevalentemente da individui locali (Casini e Tinarelli 1995), è andata progressivamente aumentando con marcate fluttuazioni interannuali. I risultati dei censimenti degli uccelli acquatici svernanti svolti in Emilia-Romagna indicano in gennaio una popolazione di 409 individui nel 2004, 547 nel 2005 e 1.159 nel 2006 concentrati nelle zone umide costiere ferraresi e ravennati (archiv. AsOER).
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Vocazione
Per la nidificazione frequenta soprattutto saline, valli e stagni e occasionalmente zone umide dell’interno dove necessita di livelli dell’acqua bassi non soggetti a forti escursioni e di banchi emergenti fangosi o asciutti, con vegetazione scarsa o nulla su cui costruire il nido, difficilmente raggiungibili da predatori terrestri. Queste condizioni sono trovate dalla specie nelle saline, nelle valli e in stagni costieri, nei bacini degli zuccherifici e in zone umide appena allagate. Tra le suddette tipologie prevalgono attualmente le zone umide salmastre e salate che costituiscono l’ambiente originario della specie. Al di fuori del periodo riproduttivo vengono frequentate le zone umide salmastre e salate, anche quelle soggette a maree, ricche di invertebrati anche nei periodi più freddi.
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